Germania est: l'inganno di chi mostra stupore e indignazione

03 Settembre 2024 15:00 Antonio Di Siena


di Antonio Di Siena


Prima li hanno assorbiti (Vladimiro Giacché direbbe “annessi”) all’interno di un sistema economico totalmente diverso che alle tutele diffuse di stampo socialista preferisce l’ipercompetizione tra individui. Poi li hanno impoveriti a colpi di privatizzazioni massicce e, in nome del mercantilismo, ne hanno favorito o l’emigrazione verso ovest o l’emarginazione rispetto ai tedeschi di serie A. Infine, grazie a politiche deupaperative del lavoro e al contestuale liberismo migratorio privo di qualunque sostenibilità, hanno soffiato sul fuoco della guerra tra poveri attizzando i loro sentimenti più deteriori. Da ultimo, appoggiando politiche estere belliciste completamente contrarie agli interessi nazionali hanno posto le basi affinché l’enorme vantaggio economico guadagnato dalla Germania negli ultimi 30 anni (in cinico danno dei paesi del sud Europa) si sbriciolasse irrimediabilmente in pochi mesi.

Come risultato si ritrovano a convivere con milioni di cittadini impoveriti e incazzati che, in assenza di qualunque proposta di sinistra che non sia anche liberal capitalistica, votano (convintamente o meno poco importa) la destra estrema.

E fingono stupore e indignazione. Ma l’inganno più pericoloso è proprio in quest’ultimo passaggio. Una élite che ha dimostrato per anni di saper efficacemente pianificare (con scientifico anticipo) tutto ciò che oggi divide la società come fosse un’insormontabile linea di faglia non può essere popolata di inetti, improvvisatori e sprovveduti. Il capitalismo occidentale è in crisi profondissima, perché scosso da guerre economiche e militari che difficilmente potrà vincere. L’unica soluzione - almeno nell’immediato - alla sua propria conservazione è auto limitarsi, arroccandosi in uno spazio trincerato (l’Occidente non più delocalizzatore) in attesa di capire come eventualmente venirne nuovamente fuori. Ovvero come tornare egemone.

Una sfida difficilissima da portare avanti (e da vincere) perché il capitalismo occidentale è sostanzialmente ostaggio del proprio stesso modello. Negli ultimi decenni, infatti (ma qualcuno direbbe anche da prima), ha infatti prosperato grazie a manodopera e materie prime a bassissimo costo, entrambe acquisite con i più classici strumenti imperialistici: la guerra e il lavoro semischiavile. Come fare ora che i paesi che le fornivano a flusso continuo si stanno coalizzando contro l’Occidente stesso? Ovviamente la ricetta è sempre la stessa: attraverso la guerra e il lavoro semischiavile, ma stavolta da reperire altrove, giocoforza internamente. Spingere però le nuove generazioni - cresciute con l’idea di un mondo senza confini e in cui il lavoro era stato epurato dalla fatica - ad accettare una tale “controriforma” è qualcosa che “democraticamente” è quasi impossibile da attuare. Ed ecco la necessità di un giro di vite - da realizzare gattopardescamente - sacrificando la parvenza, l’esteriorità democratica (perché questo è sempre stata la democrazia liberale che, grazie al “riformismo” ha tumulato le democrazie socialdemocratiche) affinché possano sopravvivere i gruppi di potere. Certo, la storia non vive di automatismi.

Ma qualcosa di molto simile e già successo, pressappoco un secolo fa. E oggi come ieri la sinistra si concentra ottusamente sul pericolo visibile e incombente, l’estrema destra che avanza, senza preoccuparsi minimamente della mano che l’ha liberato. Ma d’altronde, pretendere di spiegare a un branco di fanatici semicolti che i fascismi non sono mai la causa ma sempre l’effetto è un po’ come tentare di far capire a un sasso che la febbre è sempre e solo il sintomo e mai la malattia.

Le più recenti da Il DiSsenziente

On Fire

L'escalation ombra della NATO ed il (terribile) bivio di Mosca

  di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico   Da sempre chi scrive è considerato un filorusso. In realtà riconoscere da sempre le evidenti ragioni, politiche, strategiche, militari...

Scacco matto a Washington: perché la pressione Usa sulla Cina è fallita (di Pepe Escobar)

  di Pepe Escobar – Strategic Culture [Traduzione a cura di: Nora Hoppe]   SHANGHAI – La potenza cinese va avanti come un veicolo elettrico che rompe la velocità. L'atmosfera...

La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO

  Il segretario generale della NATO Mark Rutte, ha dichiarato che se la Russia decidesse di usare armi nucleari contro l'Ucraina durante le esercitazioni congiunte con la Bielorussia, subirebbe "conseguenze...

Eurovision. Voti truccati da Israele e l'inganno burocratico dell'EBU

  di Agata Iacono    Non è notizia di banale gossip quella dei voti truccati all'Eurovision Song Contest. È la vetrina più evidente di un'operazione di hasbara –...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa