Intoppi per il Riarmo UE?

di Federico Giusti

Ricordate quando la maggioranza del Parlamento europeo ha deciso il Riarmo senza dibattito parlamentare? Ma più in generale vogliamo fare i conti, in Europa e nei singoli Stati nazionali, con quelle decretazioni di urgenza attraverso le quali si approvano importanti decisioni saltando un reale percorso democratico di confronto e discussione?

E solo ora, inspiegabilmente, scopriamo la insostenibilità dei criteri d’urgenza, con la commissione per gli Affari giuridici del Parlamento UE che giudica inappropriata e illegittima la procedura seguita e adotta una raccomandazione priva, tuttavia, di carattere vincolante e, proprio per questo, vista la sua sostanziale inutilità ai fini del processo decisionale, votata senza remore.

Per quanto le minoranze esultino bisogna prendere con le molle questa Risoluzione che in sostanza non si tradurrà nella decadenza del voto favorevole al Riarmo Europeo limitandosi solo a contestare i requisiti di urgenza per la procedura accelerata ossia senza passaggio in Parlamento.

La querelle, insomma, verte su regolamenti e norme ma non va oltre perché i parlamentari di ampi settori del centro destra e del centrosinistra non avrebbero fatto mancare il loro ampio sostegno al Riamo anche nel corso di un tradizionale dibattito parlamentare. E poi dimentichiamo un precedente quando la revisione del PNRR venne sottratta al dibattito parlamentare temendo divisioni interne alla maggioranza.

La bocciatura del ricorso all’articolo 122 da parte dei Giuristi parlamentari (definiamoli in termini grossolani per capirci) non può bloccare il piano di riarmo e al massimo rallenterà i piani di Ursula von der Leyen. La palla passa al presidente del Parlamento europeo e nel frattempo alcuni deputati pensano di rivolgersi alla Corte di Giustizia dell’Unione (Cgue) per chiedere al massimo tribunale Ue un pronunciamento chiaro. Ma anche qualora venissero accolte le loro obiezioni formali esiste la volontà politica di fare marcia indietro? E in un normale iter istituzionale il Riarmo verrebbe avversato facendo saltare gli equilibri, pur fragili, esistenti?

Ovviamente no, far recedere i blocchi economici e politici dominanti dalla loro fame di guerra dovrebbe essere il vero obiettivo da perseguire senza esultare davanti a qualche intoppo burocratico

Ma le vittorie di Pirro restano le sole conquistabili e per le quali valga la pena, per molti, di esultare.

Le più recenti da Lavoro e Lotte sociali

On Fire

IN AGGIORNAMENTO. Intelligence USA: Governo iraniano non è a rischio collasso. Iraq, colpita base italiana, nessun ferito

  AGGIORNAMENTI Ore 13:00 Quindici operatori sanitari uccisi e 45 feriti negli attacchi israeliani in Libano Quindici operatori sanitari, tra cui l'equipaggio dell'ambulanza, sono...

Aggressione all'Iran. Quello che i giornali italiani non scrivono (di Alessandro Volpi)

  di Alessandro Volpi   Ci risiamo. Come nel caso dell'Iraq dove l'attacco fu motivato dal riarmo di Saddam Hussein, anche nel caso dell'Iran, le motivazioni di Trump sono legate al "pericolo"...

Perché la Cina non interviene per fermare la guerra degli USA contro l'Iran?

di Brian Berletic In qualche modo questa è una domanda che la gente si pone ancora, quindi ve la spiegherò. 1. L'esercito cinese è stato concepito per difendere la Cina all'interno...

Colpita dall'Iran la portaerei USS Abraham Lincoln?

  di Francesco Fustaneo Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha in data odierna (1 marzo n.d.r) rivendicato il lancio di quattro missili balistici contro la portaerei statunitense...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa