Il gruppo armato iracheno Kataib Hezbollah ha esortato i propri miliziani a prepararsi per una "guerra totale" a sostegno dell'Iran, rispondendo all'intensificarsi della pressione statunitense sulla Repubblica Islamica.
In un discorso di domenica, il leader della milizia, Abu Hussein al-Hamidawi, ha lanciato un appello accorato: «Oggi, le forze della falsità, i sionisti usurpatori e i loro oppressori si uniscono nel tentativo di soggiogarla [l'Iran], anzi, di distruggerla». Ha quindi avvertito che un eventuale attacco contro Teheran «non sarà una passeggiata», promettendo: «Proverete l'amaro della morte più totale e non resterà traccia di voi nella nostra regione».
Il contesto delle accuse e dell'escalation
Kataib Hezbollah, che le autorità statunitensi accusano di ripetuti attacchi alle basi militari USA in Iraq e Siria, si inserisce così in un quadro regionale di tensione crescente.
Questa settimana, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato di vedere "indizi" che Israele stia cercando un pretesto per "attaccare l'Iran" nel prossimo futuro.
L'allerta si è estesa al settore civile, con diverse compagnie aeree che hanno iniziato a sospendere i voli verso numerosi paesi mediorientali.
Il potenziamento militare è tangibile: domenica, la portaerei USS Abraham Lincoln ha fatto il suo ingresso in Medio Oriente, posizionandosi nel raggio d'azione iraniano. La mossa segue le dichiarazioni dell'ex presidente Donald Trump, che aveva preannunciato l'invio di una "grande forza" verso l'Iran, pur augurandosi che non si giungesse a un conflitto.
Da parte sua, Israele ha ribadito la propria prontezza bellica. Il capo di Stato Maggiore, generale Eyal Zamir, ha affermato che le sue forze sono pronte ad attaccare "qualsiasi nemico" che minacci la sicurezza nazionale, sottolineando una preparazione costante per "ottenere la vittoria" in qualsiasi scenario.
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