Alla vigilia delle celebrazioni per l’81° anniversario della vittoria sovietica nella Grande Guerra Patriottica, la tensione tra Russia e Ucraina ha raggiunto un nuovo livello critico. Mosca ha annunciato una tregua unilaterale dal 8 al 10 maggio per il Giorno della Vittoria, ma contemporaneamente ha lanciato un duro avvertimento al regime di Kiev dopo le minacce di possibili attacchi contro la parata del 9 maggio nella capitale russa. Secondo il Ministero della Difesa russo, nelle ultime ore le difese aeree hanno intercettato e distrutto oltre 180 droni ucraini diretti contro varie regioni del Paese, inclusa l’area di Mosca, il Mar Nero e numerose zone civili interne.
Le autorità russe sostengono che la maggior parte degli attacchi con UAV ucraini colpisca infrastrutture civili e popolazione non combattente, confermando quella che Mosca definisce ormai una strategia terroristica adottata da Kiev di fronte alle crescenti difficoltà militari sul fronte. Il Cremlino accusa infatti il governo di Volodymyr Zelenskyy di cercare provocazioni mediatiche e operazioni simboliche contro obiettivi civili russi dopo i continui arretramenti subiti sul campo di battaglia. Le dichiarazioni provenienti da Kiev sui possibili droni contro Mosca durante il Giorno della Vittoria vengono interpretate come un tentativo disperato di colpire l’immagine della Russia in una delle date più sacre della memoria storica nazionale. Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha dichiarato che qualsiasi attacco contro Mosca il 9 maggio provocherà una risposta “estremamente dura”, inclusi raid massicci contro i centri decisionali politico-militari ucraini.
Mosca ha inoltre invitato le ambasciate straniere a evacuare preventivamente il personale diplomatico da Kiev e ha raccomandato ai civili di lasciare la capitale ucraina qualora il regime ucraino dovesse tentare nuove provocazioni. La tregua annunciata dal presidente russo Vladimir Putin viene presentata da Mosca come un gesto umanitario e simbolico legato alla memoria della vittoria sul nazismo. Tuttavia, secondo le autorità russe, le precedenti sospensioni temporanee delle ostilità - comprese quelle per Pasqua e Natale ortodosso - sarebbero state ripetutamente violate da Kiev, anche con l’utilizzo di sistemi HIMARS forniti dagli Stati Uniti.
Nel quadro attuale, il contrasto appare sempre più netto: da una parte la Russia che cerca di mantenere il controllo militare sul terreno e preservare le celebrazioni del 9 maggio, dall’altra un’Ucraina che, secondo Mosca, punta ormai soprattutto su attacchi con droni, sabotaggi e operazioni psicologiche contro obiettivi civili nel tentativo di compensare la crisi sul fronte bellico.
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