LA TRILOGIA DEL RIMOSSO - 3 DOCUMENTARI DELL’ANTIDIPLOMATICO

10 Luglio 2026 10:00 Michelangelo Severgnini

L’AntiDiplomatico è lieto di presentare il nuovo documentario di Michelangelo Severgnini “Saif e la Libia - il Ritorno del Domani” (70’, 2026), disponibile in rete sui nostri canali a partire da domani sabato prossimo 11 luglio 2026.

Guarda il trailer:

Leggi l’articolo “Saif e la Libia: come i sicari della NATO hanno preceduto il nuovo documentario dell’AD”, pubblicato lo scorso febbraio: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-saif_e_la_libia_come_i_sicari_della_nato_hanno_preceduto_il_nuovo_documentario_de_lad/45289_65223/

Il documentario inedito sarà pubblicato come parte di una trilogia, iniziata con il documentario “Una storia antidiplomatica” (75’, 2024), già disponibile da alcuni mesi a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=Rw0Ltw1Of_E&t=4170s

La trilogia sarà completata con la pubblicazione in chiaro del documentario “Il crollo” (67’, 2024) che avverrà sabato 18 luglio in occasione del 25° anniversario del G8 a Genova.

SAIF E LA LIBIA

il ritorno del domani

(70’, 2026)

di Michelangelo Severgnini

da un’idea di Ahmed Farhat

con la collaborazione di Mohammed Bashir

una produzione L’AntiDiplomatico

scritto, diretto, montato e narrato da Michelangelo Severgnini

con: Michele Marsiglia, Ahmed Bu Shiba, Abdualaziz Mohamed, Abdulhakim Mohamed Onis.

Quando Saif al-Islam Gheddafi,, figlio del colonnello, dopo anni nascosto in località segreta, annuncia la sua candidatura alle elezioni presidenziali in Libia nel novembre 2021, i media occidentali affermarono che sia privo di progetto. Ma non è così: Saif ha ancora una visione chiara, un piano per la rinascita della Libia. Quel piano si chiama “Libya Al Ghad”, “La Libia di domani”.

Quelle elezioni del 2021 furono annullate e da allora non si sono più tenute, per impedire a Saif, largamente sostenuto dal popolo libico, di essere eletto presidente. Nel frattempo, i fondi del progetto di Saif Gheddafi, sono finiti nelle mani del generale Haftar e dei suoi figli. E questo spiega il precipitarsi del governo Meloni tra le braccia degli ex-nemici e tuttavia al tempo stesso la necessità di proteggere gli ex-amici, le milizie filo-NATO, come nel caso Al-Masri.

Questa storia di congiure, omicidi, usurpatori, milizie, trafficanti ed eroi sembra a noi somigliare ad una storia antica, di fronte alla quale tuttavia rimaniamo, noi Italiani, ancora una volta, complici e impassibili spettatori.

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