L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica

di Giuseppe Giannini

La vittoria dell’AFD in Sassonia ha sconvolto un po' tutti. Soprattutto il mondo dell’establishment, con la sua classe politica, mediatica, e gli apparati fedeli. Un po' meno i governati. Chi vive gli assilli quotidiani non si sorprende più di tanto.

Non perché incosciente, ma perché sa che all’interno di territori da troppo tempo abbandonati a sé stessi, con cittadini e famiglie sempre più povere ed in concorrenza con il sottoproletariato straniero, qualcosa poteva accadere. Venendo meno il senso di appartenenza di classe (la questione sociale), imborghesiti nei costumi, ma depauperati nei consumi e nei fabbisogni essenziali, in molti scelgono le destre. Accade da decenni (ad esempio in Italia gli operai che, sentendosi “trascurati” dalla sinistra storica e dai sindacati, votavano Lega) e non è una novità. Puntualmente, arrivano richiami al voto utile per scongiurare la deriva democratica. Come se, in tutti questi anni, non fossero bastati i Lepen, Haider o Orban a far cambiare traiettoria ai governi laburisti e alla UE della Commissione.

Ovunque le stesse ricette in salsa occidentale, che hanno reso insicure le esistenze, prodotto guerre, depredato i luoghi, aggravate da normative di controllo sociale e repressione del dissenso tali da far concorrenza ai regimi dispotici. Se per decenni non ci sono state forze maggioritarie di sinistra in grado di governare e traghettare altrove i Paesi, garantendo forme di redistribuzione della ricchezza e di coabitazione pacifica con gli altri popoli, ma imitazioni sbiadite al servizio della finanza, delle guerre e degli interessi capitalistici sovranazionali, è ovvio che tutto si è tradotto nella forma dell’alternanza degli esecutivi sistemici. Gli stessi che hanno contribuito a smantellare le Costituzioni, e con esse i diritti sociali e civili. Venendo meno quel poco di welfare, che in passato era assicurato, mettendo in competizione ultimi e penultimi, la conseguenza minima è stata la rabbia. Solo che questa, non essendo socializzata, ha perso di vista i destinatari, tramutandosi in odio identitario, in frustrazione in cerca di nemici creati ad hoc. Restando così le cose, i carnefici, invece di fare autocritica, prendono di mira tutti coloro che provano a sollevare la questione.

C' è chi, per l’ennesima volta, tira in ballo i rossobruni, che sarebbero gli artefici del consenso populista alle forze reazionarie, senza voler capire che la “ragione populista” (dal peronismo a Podemos per intenderci) serve a intercettare un malessere diffuso, puntando sulla nazione per recuperare un po' di sovranità dai mercati. Il sovranismo è altra cosa, parla di confini, muri e identità, sollecita l’intolleranza, il rigore della legge e dell’economia capitalistica (Trump, Milei, le destre italiane). Ed è un sottoprodotto del capitalismo stesso, che è disposto ad accettare qualsiasi limitazione alle libertà personali ed alla convivenza, purché queste non intacchino la scala gerarchica, le élite, la supremazia del capitale. E da qui emergono le incoerenze evidenziate dagli oppositori. I difensori della famiglia tradizionale e la madre cristiana che hanno figli nati fuori dal matrimonio; i patrioti che risiedono fiscalmente all’estero; che attaccano gli stranieri e i diritti degli omosessuali e poi, hanno legami “affettivi” con immigrati e persone dello stesso sesso.

Contraddizioni apparenti, perché funzionali proprio a quell’idea di società iper-gerarchizzata dove i diritti non sono uguali per tutti, ma solo per chi si adegua (integrazione-assimilazione) o è già parte attiva di quel sistema stesso che finge di combattere. Dall’altra lato, abbiamo i partiti moderati, i socialdemocratici e le destre liberali che, perseverando con la loro ideologia escludente (lo chiamano merito) hanno prodotto lo sfascio sociale. Sono coloro che hanno resuscitato la conservazione e i sentimenti razzisti. L'intolleranza, l'omofobia, il patriarcato. Le armi e l'uomo solo al comando.

Dopo decenni di assenza dai territori e la mercificazione dell'esistente. Quarant'anni di neoliberismo e i tradimenti della cd. sinistra. Politiche antisociali, l'attacco ai diritti civili e la messa in discussione della questione ambientale. E poi lo sfruttamento dei migranti, della forza-lavoro e delle risorse. Per le guerre economiche e i conflitti militari. Per il suprematismo bianco, l'individualismo e la competizione. Le sinistre sistemiche al pari dei liberali e delle destre estreme mirano al potere. E a tenere in vita le divisioni sociali. Quindi non c’è cartello elettorale che tenga se per scongiurare la deriva reazionaria vengono sponsorizzate le stesse forme di gestione neoliberista. Ci vuole una rivoluzione culturale, che educhi alla conoscenza e al rispetto, all’accettazione delle diversità e alla presa di coscienza dei modelli economici. Con essa è necessario che partiti, associazioni, movimenti facciano sentire la presenza tangibile sui territori, attraverso iniziative, la solidarietà, la partecipazione e le pratiche mutualistiche.

Solamente con il coinvolgimento di tutti è possibile pensare ad una fuoriuscita dall’arretratezza socio-culturale in cui siamo immersi. Socialismo o barbarie.

Le più recenti da Il Principe

On Fire

E quindi che ci faceva il capo della CIA a Mosca?

  di Francesco Dall'Aglio   E quindi che ci faceva nientemeno che il capo della CIA, John Ratcliffe, su un C-17A Globemaster III partito dalla base di Andrews vicino a Washington e atterrato,...

Lavrov svela i retroscena delle visite del capo della CIA e dell'inviato del Vaticano a Mosca

  Un'insolita e intensa settimana di traffico diplomatico nella capitale russa. Da un lato, l'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario del Vaticano per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni...

“La situazione è gravissima”: Ucraina, Russia ed UE verso un punto di svolta || Fiammetta Cucurnia (VIDEO)

  «La situazione è estremamente grave». Con questo giudizio, Fiammetta Cucurnia - storica inviata di Repubblica a Mosca - commenta in "Storia in diretta" con Loretta Napoleoni...

Lavrov: "Per l'Ucraina si prospetta il peggio"

  "La Russia intensificherà la propria campagna militare in Ucraina e cercherà di distruggere ogni elemento utilizzato dall'Occidente per sostenere lo sforzo bellico di Kiev". Lo ha...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa