L'Europa si smaschera a Ceuta: il palcoscenico delle contraddizioni europee

01 Agosto 2026 16:23 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Cinquantamila persone in quarantotto ore. Tremila all'ora, nei momenti di punta. Numeri che parlano da soli e che hanno trasformato Ceuta in un polverone politico internazionale. Messo a nudo tutte le crepe dell'Europa. La città spagnola sul nord Africa è stata letteralmente invasa da un'ondata umana senza precedenti. E il governo di Pedro Sánchez ha nell’immediatezza denunciato una "violazione dell'integrità territoriale".

Ma c'è chi dice che questo non è affatto una crisi migratoria. Almeno, non nel senso classico del termine.

José Villarroya, giornalista spagnolo, ha usato parole molto dure in un'intervista. Secondo la sua visione della vicenda, quello che sta succedendo a Ceuta è un'operazione studiata a tavolino. Non improvvisata. "Il re del Marocco e il suo governo stanno agendo in connivenza con Israele", ha dichiarato, aggiungendo che probabilmente anche gli Stati Uniti erano al corrente. Una manovra politica, non un'emergenza.

Le immagini parlano chiaro. La polizia marocchina non solo non ha fermato le persone, ma in alcuni casi le ha caricate su autobus e camion per portarle direttamente al valico. Una pressione organizzata su Madrid, insomma. E i motivi, secondo Villarroya, sarebbero due. Il primo è il riavvicinamento tra Spagna e Algeria, che sostiene il Fronte Polisario nel Sahara Occidentale, una regione che il Marocco considera sua. Il secondo è la posizione critica che il governo spagnolo ha preso nei confronti di Israele sulla questione palestinese, una posizione che Tel Aviv ha già apertamente criticato con toni aspri.

Il Marocco, in questo quadro, gioca la parte del principale alleato israeliano nella regione. E lo fa strumentalizzando il malcontento della sua stessa gente, stanca della corruzione dell'alta monarchia e dello spreco di fondi internazionali che finiscono per costruire palazzi invece di servizi per la popolazione.

Il giornalista ha poi voluto fare una distinzione fondamentale. Questo episodio non ha niente a che vedere con i flussi migratori strutturali, quelli che arrivano da anni via mare su barche o per via aerea. Quella è un'altra storia. È la storia di un continente, l'Europa, che non ha mai avuto il coraggio di guardare in faccia i problemi dei paesi africani. Problemi economici, sociali, che le stesse multinazionali europee contribuiscono a creare. E allora la gente scappa. E scappando, satura i servizi pubblici europei, crea tensioni, alimenta i partiti che della paura del diverso fanno un business politico. "Non si vuole la soluzione del problema", ha denunciato Villarroya, "così si militarizzano le frontiere e si impedisce a chiunque di entrare". Una resa, più che una strategia.

Poi ha parlato dell'inferno che i migranti affrontano ogni giorno. Le correnti dello Stretto di Gibilterra, gli sbalzi di temperatura, il mare che inghiotte. Ha parlato delle mafie che li derubano, li violentano, li costringono alla prostituzione. E ha detto una cosa che fa riflettere: molti di quelli che ce la fanno ad arrivare in Europa, alla fine dormono per strada. Perché i centri di accoglienza sono pieni, la regione è satura.

La reazione del governo spagnolo è stata rapida e dura. Pedro Sánchez ha scritto a Ursula von der Leyen e ad Antonio Costa, presidente del Consiglio Europeo. Nella lettera ha espresso "seria preoccupazione" per le richieste di escludere temporaneamente la Spagna da Schengen. Sì, perché qualcuno l'ha proposto. E anche se Sánchez non ha fatto nomi, tutti hanno capito che si riferiva a Giorgia Meloni. Il presidente spagnolo ha parlato di posizioni "egoiste, polarizzanti e fuori dalla legge", accusando alcuni Stati di agire per "pregiudizio, bufale, ignoranza o interesse politico". Ha chiesto una riunione urgente dei ministri dell'Interno europei, ha ribadito che le frontiere esterne sono un problema di tutti, non solo di chi si trova in prima linea. E ha difeso il suo operato: in meno di due giorni il controllo è stato ripristinato, è stata data assistenza umanitaria e quasi tutti i migranti sono già stati rispediti indietro.

Ma l'Europa come sempre accade, è spaccata. Da una parte c'è chi ha stretto i denti e chi ha alzato il muro. Von der Leyen ha detto che le immagini di Ceuta sono "inaccettabili" e che nessuno può entrare nell'Unione senza rispettare le regole. La Francia ha rafforzato i controlli al confine con la Spagna, mandando aerei, droni e unità mobili. Macron ha parlato di solidarietà, ma i fatti dicono che Parigi si sta blindando. L'Italia ha fatto un passo in più: ha sospeso la libera circolazione Schengen sui collegamenti marittimi e aerei con la Spagna. Meloni ha parlato di "misura straordinaria" per tutelare la sicurezza nazionale. Piantedosi ha confermato che i controlli resteranno in vigore per tutto agosto. E insieme alla Francia, l'Italia ha deciso di blindare anche il confine terrestre comune.

Il Portogallo ha valutato l'ipotesi ma alla fine ha detto no alla sospensione di Schengen. La Finlandia ha definito gli eventi "inaccettabili" e la sua ministra dell'Interno ha invitato tutti a sostenere la proposta di Meloni, sostenendo che chi non protegge la frontiera esterna non può stare in Schengen. Anche Danimarca e Repubblica Ceca hanno chiesto la sospensione. La Polonia, con il suo solito tono sprezzante, ha invitato la Spagna a seguire il suo esempio, ricordando i miliardi spesi per blindare il confine con la Bielorussia. Solo la Germania si è mostrata più possibilista, sostenendo l'intenzione spagnola di fermare i migranti irregolari.

Sánchez ha risposto con i numeri. Ha diffuso i dati di Frontex sugli ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026. E i numeri dicono che l'Italia è in testa con 478.600 ingressi. Seguono i Balcani occidentali con 340.600 e la Grecia con 259.800. La Spagna è quarta con 234.760. "La solidarietà e l'empatia sono opzionali", ha detto Sánchez. "Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no". Una frecciata a tutti quelli che, secondo lui, stanno usando la crisi per fare campagna elettorale.

Intanto dalla Commissione Europea fanno sapere che nessun migrante irregolare è stato trasferito da Ceuta al continente. Nessuna "invasione" dell’Europa che alcuni hanno evocato.

E poi c'è la voce degli Stati Uniti. Donald Trump non ha perso tempo. Ha usato le immagini di Ceuta come un avvertimento elettorale, parlando di "invasione" e "catastrofe". Se vincono i democratici, ha detto, succederà lo stesso anche negli USA. Ma è il Dipartimento di Stato che ha fatto più rumore: in un comunicato duro, ha accusato direttamente la Spagna di aver facilitato la migrazione di massa verso l'Europa. Un'accusa gravissima. Poi ha parlato di solidarietà al popolo spagnolo e di "flagrante violazione della sovranità", offrendo la propria disponibilità ad aiutare gli alleati europei.

La Russia, infine, ha evidenziato le enormi contraddizioni dell'Unione Europea. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, ha parlato di "fallimento" che evidenzia la "crisi strutturale del blocco". Ha criticato l'assenza di una risposta umanitaria mentre la gente annega nello Stretto, muore sulle dighe e dorme sui marciapiedi. "Dove sono Kallas e Von der Leyen?", ha chiesto retoricamente. Il vice ministro Alexander Grushko ha parlato di fallimento della politica migratoria europea. E Kirill Dmitriev, inviato speciale di Putin, ha fatto una battuta amara: se quei cinquantamila migranti fossero stati distribuiti nell'arco di due settimane, nessuno se ne sarebbe accorto. Secondo lui, l'Europa ha sempre favorito "un'invasione graduale e costante sotto il radar che mina la civiltà occidentale".

Parole che colpiscono nel segno. Che contengono quelle domande scomode che nessuno vuole farsi.

Le più recenti da IN PRIMO PIANO

On Fire

Ma perché Donald Trump continua ad insultare l'Italia? La risposta è molto semplice

  di Alessandro Volpi*   L'ineffabile presidente della più grande democrazia del mondo, che fa allusioni sessuali persino ai figli, torna a irridere la presidente del Consiglio italiana,...

Il Lussemburgo fa (definitivamente) cadere la maschera sul riarmo della NATO

  di Laura Ruggeri*   Al vertice NATO di Ankara, il Lussemburgo si è posizionato come uno dei più accesi sostenitori dell'accelerazione del riarmo europeo. Per un paese di...

Il PD resta il nemico numero uno del paese

di Vito PetrocelliL’intervista concessa ieri da Elly Schlein al Foglio ha almeno un merito: quello della chiarezza. Elly conferma la visione piddina del mondo e conferma anche quanto sia profonda...

Mondiali 2026: si avvera la profezia di Maradona

L'astro e leggenda del calcio mondiale, il compianto Diego Armando Maradona, fece una previsione sorprendente sui Mondiali di quest'anno, che si stanno svolgendo in Messico, Stati Uniti e Canada. Nel...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa