Non è solo Facebook.. E' lo specchio del mondo che ci stanno imponendo


di Francesco Erspamer*


Una delle cose che più detesto di facebook (sono tante e non so quanto ancora potrò sopportarlo), e che rivela cosa sia Mark Zuckerberg, sono i video brevi che vengono continuamente offerti, volenti e nolenti (immagino che in Italia li chiamiate «reel» perché se non lo faceste vi sentireste alla periferia del mondo mentre così, senza sforzo e senza meriti, vi portate al centro). Non li apro mai ma a volte la loro presenza mi dà fastidio e così clicco i tre puntini in alto a destra per nasconderli. Pensavo che ci fosse un algoritmo che tenesse conto delle mie idiosincrasie; macché, la ragione per cui si può solo mettere «mi piace» (alcuni diranno «like») e non «mi fa proprio schifo», è che il sistema americano consente solo positività. Fin dalle elementari ai miei figli insegnavano che «se non puoi dire qualcosa di carino, non dire nulla», che spiega da dove origini la correttezza politica buonista che sta omologando il pianeta.

Se ci pensate, il libero mercato è proprio questo: accettare tutto, tanto domani si può passare ad altro. Questo insegna facebook ai suoi utenti; sorbitevi qualunque idiozia, tanto non la potete evitare. E se qualcosa invece vi piace, bè allora vi deve ossessionare. Infatti a volte per sbaglio clicco vicino ai tre puntini, e questo fa sì che il video da me detestato si apra. E allora non serve che lo nasconda, lo denunci, cerchi di bloccarlo, sputi sullo schermo; ormai Zuckerberg mi ha classificato: sono quello a cui piacciono i giochetti matematici, i gattini, i tennisti, soprattutto se evasori fiscali. Ne sono sommerso e non c'è nulla che io possa fare. Ho cercato qualche video su argomenti a cui almeno sono indifferente, per esempio la cucina, ma anche lì trovo solo esibizionisti o puritani.

Fosse solo facebook, alla fine sarebbe solo un mio problema e piuttosto marginale. Ma facebook è lo specchio del mondo che ci stanno imponendo.


*Post del 2 dicembre 2024

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