Il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria ha stabilito che l'ex presidente peruviano Pedro Castillo fu arrestato illegalmente il 7 dicembre 2022, quando tentò di sciogliere il Congresso. Ora l'organismo chiede al governo di Lima di rimetterlo in libertà senza indugi e di risarcirlo, come riporta il quotidiano messicano La Jornada.
Il documento di 19 pagine, pubblicato dal portale investigativo El Foco e ripreso da El País, sostiene che la detenzione di Castillo non aveva alcun fondamento legale. Secondo gli esperti indipendenti, durante tutto il processo non sarebbero state rispettate le garanzie fondamentali del giusto processo, con una violazione degli articoli 3, 9, 10 e 11 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Il punto centrale della delibera è di natura istituzionale. Un presidente in carica, spiegano i relatori, non poteva essere arrestato prima che il Congresso avesse formalmente sollevato l'ante giudizio politico, procedura che invece fu completata solo cinque giorni dopo il fermo. Allo stesso modo, viene contestata la legittimità dell'ordine di custodia emesso dalla Procura (Ministerio Publico), un organo che per i giuristi dell'ONU non rappresenta un'autorità giudiziaria indipendente.
La ricostruzione degli eventi mette in luce anche altre irregolarità procedurali. Castillo non fu informato tempestivamente dei capi d'accusa prima del voto sulla vacanza per incapacità morale permanente, e durante l'udienza per la prigione preventiva del 15 dicembre 2022 si ritrovò rappresentato da un difensore d'ufficio nominato senza il suo consenso, con pochissimo tempo a disposizione per studiare le carte del fascicolo. Un quadro che per gli esperti Onu configura una palese violazione del diritto alla difesa.
Le conclusioni del Gruppo di Lavoro non hanno carattere vincolante per lo Stato peruviano, che può quindi legittimamente ignorarle. Tuttavia il documento rappresenta un duro colpo per la magistratura locale e per il Congresso, che avevano giustificato la detenzione del presidente deposto come un atto dovuto per salvaguardare l'ordine costituzionale.
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