Accordo USA-Iran minacciato dai raid israeliani

17 Giugno 2026 12:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'Iran ha accusato formalmente Israele di aver ripetutamente violato la tregua in Libano, un tassello cruciale del recente accordo strategico siglato con gli Stati Uniti. Da Teheran arriva un avvertimento categorico: se i raid israeliani continueranno, la risposta iraniana sarà durissima.

L'escalation verbale segue il recente attacco di droni israeliani nel Libano meridionale, che ha causato la morte di quattro persone. Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump ha criticato pubblicamente il premier Benjamin Netanyahu, esortandolo a una maggiore responsabilità sul fronte libanese.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ribadito le condizioni insindacabili di Teheran per un'intesa definitiva con Washington:

  • Allentamento immediato delle sanzioni economiche.

  • Sblocco dei beni finanziari iraniani congelati all'estero.

  • Ritiro totale delle truppe israeliane dal territorio libanese.

???????? Il fronte iraniano: Petrolio e diplomazia

  • Il Libano come priorità: I funzionari di Teheran ribadiscono che un cessate il fuoco stabile nella regione — e in Libano in particolare — è una condizione imprescindibile per la tenuta di qualsiasi patto con gli USA.

  • Sfida al blocco navale: La petroliera Sonia I, carica di un milione di barili di greggio, ha forzato la "linea di blocco" della Marina statunitense nel Golfo dell'Oman. È la terza nave a compiere questa manovra, portando il totale a 4,8 milioni di barili esportati. Secondo Teheran, l'accordo con Washington prevede lo stop immediato del blocco navale sui porti iraniani.

La posizione degli Stati Uniti e lo scetticismo degli esperti

  • L'accordo è un bluff? Doug Bandow (Cato Institute ed ex consigliere di Reagan) avverte che senza una vera e concreta pressione di Trump su Israele per fermare i raid, l'accordo tra USA e Iran fallirà. Finora nessun presidente americano ha mai sospeso davvero il sostegno militare a Tel Aviv.

  • La linea di Washington: Il vicepresidente JD Vance si mostra pragmatico: l'Iran non deve avere l'arma nucleare e lo Stretto di Hormuz deve restare aperto. Se l'Iran smetterà di finanziare il terrorismo otterrà benefici economici concreti, altrimenti non avrà nulla. "Gli Stati Uniti vincono in entrambi i casi", ha tagliato corto Vance.

  • L'ottimismo degli alleati: Il Premier canadese Mark Carney, dopo aver visionato una copia dell'accordo preliminare (i cui dettagli restano segreti), lo ha definito una svolta "superiore alle aspettative".

Israele tra tensioni interne e malcontento

  • L'ombra dell'annessione a Hebron: Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha trasferito i poteri di pianificazione urbana di Hebron all'esercito, di fatto stracciando gli accordi del 1997. Secondo gli analisti, il governo Netanyahu sta accelerando le espropriazioni di terra per compattare la destra radicale interna e distogliere l'attenzione dalle crescenti frizioni diplomatiche con Washington.

  • Cosa pensano i cittadini: I sondaggi evidenziano una forte sfiducia. Solo il 18% degli israeliani approva l'accordo USA-Iran, mentre il 55% è nettamente contrario. Il 70% della popolazione teme ancora la minaccia di Teheran, e c'è forte incertezza sul futuro: il 40% ritiene che Trump resterà un alleato storico di Israele, mentre il 32% prevede un cambio di rotta del tycoon.

Il dramma in Libano

Nonostante i patti internazionali prevedano lo stop dei combattimenti su tutti i fronti, i droni israeliani hanno colpito il governatorato di Nabatieh, uccidendo quattro persone. Questo attacco rischia di essere il detonatore che farà saltare definitivamente il fragile accordo tra Washington e Teheran.

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