Crollo nei sondaggi per Trump: pesa la crisi con l'Iran

22 Settembre 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Secondo un nuovo sondaggio Reuters/Ipsos, l'indice di gradimento del presidente statunitense Donald Trump è crollato al 32%, segnando il livello più basso dell'intera sua carriera politica. A pesare sul calo è il crescente malcontento registrato anche all'interno dell'elettorato repubblicano, critico sulla gestione del costo della vita e sull'impopolare conflitto con l'Iran.

La rilevazione, condotta nell'arco di quattro giorni e conclusa domenica, evidenzia come la quota di repubblicani che approva l'operato del Presidente sia scesa al 73%, a fronte dell'82% registrato soltanto una settimana prima, quando il gradimento complessivo si attestava al 35%. Un dato in netto ridimensionamento rispetto al gennaio 2025 quando, all'inizio del suo secondo mandato, Trump godeva di un consenso del 47%, spinto dalle promesse di abbattere l'inflazione e chiudere i conflitti internazionali.

Oggi, solo il 17% degli intervistati promuove l'azione governativa sul costo della vita, indicato come il tema centrale in vista delle elezioni di medio termine del prossimo 3 novembre, che vedranno i repubblicani impegnati a difendere le loro risicate maggioranze al Congresso.

La frattura interna al partito di maggioranza si è allargata a partire dallo scorso febbraio con l'avvio delle operazioni militari contro l'Iran, che hanno innescato un'impennata dei prezzi di benzina e diesel. Per la prima volta, i repubblicani insoddisfatti della politica economica di Trump superano i favorevoli: 51% contro 44%.

Mercoledì il Presidente ha dichiarato che gli Stati Uniti sono «auspicabilmente vicini alla fine» del conflitto iraniano, lasciando aperta la porta a una ripresa dei negoziati diplomatici, mentre proseguono i combattimenti in Yemen. Da Teheran, tuttavia, non sono giunte conferme su un imminente riavvio dei colloqui diretti con Washington.

Il sondaggio Reuters/Ipsos è stato condotto online su un campione rappresentativo di 1.277 adulti statunitensi, con un margine di errore pari a tre punti percentuali.

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