Ma qualcuno si domanda perché la stampa mainstream (soprattutto quella “di sinistra”) che aizza alla guerra contro la Federazione russa - anche diffondendo fake news quali “i russi che attaccano il GPS dell’aereo di Ursula von Der Leyen”, “i droni russi che attaccano la Polonia”, “mig russi che sconfinano su paesi della Nato”… - sta sposando le (giustissime!) proteste contro il genocidio a Gaza?
È solo per colpire Trump, visto che quando c’era Biden stava zitta? O è per l’esigenza del PD di tenere al guinzaglio il Movimento Cinque Stelle nella speranza di vincere le prossime elezioni regionali? O per legittimare le continue sanzioni imposte alla Federazione russa sbandierando vaghe proposte di sanzioni a Israele che non verranno mai comminate dall’Unione Europea?
Comunque sia, la corsa agli armamenti per salvarci da Putin sta provocando non poche contraddizioni nel PD. Basti pensare all’incredibile articolo “Parodia insanguinata - La propaganda di Limes sul Rinascimento russo, e il cupo Medioevo italiano” de Linkiesta (un sito molto vicino al PD) o alla divisione degli europarlamentari PD sulla corsa al riarmo contro la Russia imposta dalla von Der Leyen.
Su queste contraddizioni ci sarebbe molto da lavorare per far crescere un movimento contro la guerra degno di questo nome che potrebbe vedere, prima di tutto, milioni di lavoratori messi sul lastrico dall’impennata del costo dell’energia imposto dalle sanzioni alla Russia. Ma per molti che oggi sono - lo ripetiamo, giustamente - in piazza contro il genocidio perpetrato da Israele, quella in Ucraina resta “la guerra di Putin”.
Intanto, mentre il movimento contro il genocidio a Gaza imbarca personaggi dei quali – francamente - faremo a meno, in Europa, si va a passi da gigante verso la guerra contro la Federazione russa. Anche perché, come ci insegnano prestigiosi accademici, “solo la corsa agli armamenti può salvare l’economia europea”. Non ci credete? Leggete qui.
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