In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

20 Agosto 2026 16:00 Francesco Santoianni

di Francesco Santoianni

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? Parrebbe di sì. Il 22 giugno il giornale on line L’Indipendente pubblicava una inchiesta che rivelava l’intenzione della joint venture, tra la britannica MGI Engineering Ltd, e l’italiana Vigilar Group Spa, di costruire a Modena una fabbrica di droni, tra quali l’ MGI TigerShark, capace di portare un carico di 300 kg di esplosivo ad alto potenziale destinati. Notizia che, seppure ignorata dai media main stream, provocava a Modena proteste e interrogazioni; e così, secondo L’Indipendente del 20 Agosto, che riporta la dichiarazione del Responsabile Comunicazione Esterna di Atlantic Fluid Tech, sarebbe stata scelta la Campania come sede della fabbrica di droni.

Insomma, un altro obiettivo da colpire in Campania. Come se non bastassero strutture NATO quali: l’Allied Joint Force Command Naples (JFC Naples) di Lago Patria; il Naval Support Activity Naples (NSA Naples) a Capodichino e Grigignano; la Naval Computer and Telecommunications Station a Lago Patria; la Base Navale e Comando Marittimo Sud a Napoli… o fabbriche di missili quali la MBDA di Bacoli. Intanto, nell’indifferenza dell’opinione pubblica cullata dai media, continuano in Europa ad esplodere depositi di armi e munizioni. Il più famoso, l’evidente sabotaggio nel porto di Amburgo; poi, il 10 agosto, salta in aria un deposito di munizioni a Belitsa, in Bulgaria; poi, il 13 agosto, salta in aria un deposito di munizioni a Colleferro…

Ma vuoi vedere che è una, neanche tanto velata, minaccia russa? Crosetto, il 17 agosto, ci rassicura di NO: “Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno (…) e “non c’è bisogno di inventare colpe per chi già ogni giorno, da anni, conduce una pericolosa guerra ibrida”, Repubblica, invece, adombra il sabotaggio russo.

E così tra una “destra che, fieramente, vuole far bombardare la Russia dall’Ucraina; una “sinistra” che, timidamente, vuole la stessa cosa; un Conte che, tra una giravolta e un’altra, pur di presiedere il “Campo Largo” non sa più a quale santo votarsi… l’Italia va verso la Guerra.

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