Intelligence USA conferma: i biolaboratori esistono e sono pericolosi

13 Giugno 2026 15:39 Fabrizio Verde


di Fabrizio Verde

Per anni chiunque abbia provato a sollevare il velo sui laboratori biologici statunitensi sparsi per il mondo (prevalentemente in territori eurasiatici) è stato sistematicamente deriso, etichettato come complottista filo-russo, talvolta addirittura accusato di tradimento. Ma adesso qualcosa è inevitabilmente cambiato. Perché a parlare non è stato un giornalista scomodo o un attivista paranoico. A parlare è stata la direttrice dell’Intelligence Nazionale statunitense, Tulsi Gabbard.

E quello che ha rivelato fa veramente impressione.

Gabbard ha reso pubblici documenti desecretati che dimostrano senza ombra di dubbio che il governo degli Stati Uniti ha finanziato per anni oltre 120 biolaboratori in oltre 30 paesi. Non strutture innocue per la ricerca sul raffreddore comune. Laboratori che manipolano patogeni letali come l’antrace, l’ebola, la peste, il virus di Marburgo, la tubercolosi, la tularemia (febbre dei conigli), il MERS e la SARS. Roba da far accapponare la pelle.

L’Ucraina, guarda caso, è uno dei teatri principali di questa inquietante operazione globale. Più di 40 strutture finanziate direttamente da Washington, molte delle quali ancora oggi conservano “patogeni di guerra biologica risalenti all’epoca sovietica”. Parole non nostre, ma del rapporto ufficiale appena pubblicato.

E non è tutto. I documenti rivelano che l’Istituto di Medicina Veterinaria Sperimentale e Clinica di Kharkiv, uno dei laboratori finanziati dagli USA, ospitava “centinaia di patogeni” già all’inizio degli anni 2010. E nel 2019 presentava gravi “deficienze di bioprotezione e biosicurezza”, in particolare nei locali dove si maneggiava il batterio Brucella, altamente contagioso. Tradotto: potenziali bombe biologiche a orologeria gestite con superficialità.

Gabbard è stata durissima. Ha denunciato che politici, i cosiddetti esperti della salute come il dottor Fauci esalatato dall’intero circuito mediatico mainstream, e funzionari dell’amministrazione Biden hanno mentito spudoratamente al popolo statunitense sull’esistenza di questi laboratori. E non solo: hanno minacciato chiunque provasse a dire la verità. Curioso modo di trattare – per l’autoproclamata più grande democrazia del mondo - chi solleva legittimi interrogativi sulla sicurezza globale, no?

La comunità internazionale, nel frattempo, non può dire di non essere stata avvertita. La Russia ha passato anni a lanciare allarmi su queste attività in Ucraina. Già dal 2022 Mosca ha portato queste attività pericolose all'attenzione dell’ONU, ha denunciato progetti come l’UP-4 (che studiava la trasmissione di infezioni pericolose attraverso uccelli migratori) e il P-781 (che analizzava l’uso di pipistrelli come vettori di armi biologiche). Risultato? Silenzio imbarazzato da parte di Washington e dei suoi alleati. Peggio: chi riprendeva queste rivelazioni veniva liquidato alla stregua di un portavoce al soldo del Cremlino.

Ecco il meccanismo perverso: da un lato si nega l’esistenza di questi programmi, dall’altro si delegittima chi ne parla accusandolo di essere un agente straniero. Un classico del manuale della disinformazione. Peccato che adesso sia la stessa Intelligence USA a confermare che quei laboratori esistono eccome, che sono pericolosi, e che sono stati finanziati con soldi dei contribuenti statunitensi.

Gabbard ha promesso che la sua agenzia continuerà a lavorare per identificare dove si trovano esattamente queste strutture e quali patogeni contengono, con l’obiettivo dichiarato di “porre fine a questa ricerca pericolosa” che minaccia “la salute e il benessere del popolo statunitense e delle persone di tutto il mondo”.

Bene così. Ora però sorgono domande scomode: perché per anni chi cercava di indagare su queste cose è stato sistematicamente osteggiato? Perché i cosiddetti fact-checker, quelli che oggi pontificano sui social smontando “bufale”, hanno sempre bollato come teoria del complotto le notizie sui biolaboratori? Forse perché certe verità, se diventassero troppo popolari, metterebbero in imbarazzo persone potenti?

La vicenda ricorda da vicino quella dei famigerati laboratori di Fort Detrick, negli Stati Uniti, avvolti per decenni nel mistero. Oggi sappiamo che il programma USA di laboratori biologici all’estero è vastissimo, poco trasparente, e operato con “molta poca visibilità o supervisione”, come ammette lo stesso rapporto.

Il rappresentante russo all’ONU Vasily Nebenzya aveva avvertito già nel 2022: i progetti di ricerca biologica in Ucraina violano la Convenzione sulle armi biologiche. E i documenti venuti in possesso delle forze russe erano solo “la punta dell’iceberg”. Oggi sappiamo che quelle denunce erano fondate.

La domanda finale è semplice: quanti altri laboratori esistono nel mondo? E soprattutto, cosa ci fanno gli Stati Uniti con patogeni letali sparsi in decine di paesi, spesso con standard di sicurezza discutibili? La risposta, per ora, continua a essere sepolta sotto tonnellate di propaganda e attacchi a chiunque osi chiedere conto. Ma dopo le rivelazioni di Gabbard, sarà sempre più difficile per i soliti noti gridare al complottismo. Perché la verità, alla fine, è scritta nero su bianco nei documenti desecretati degli stessi servizi segreti USA.

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