La realtà parallela degli economisti di Goldman Sachs

Davanti a una realtà dei fatti che smentisce costantemente la propaganda a senso unico ci sarebbe solo una cosa da fare: adeguare la narrazione alla realtà.

Invece ci sono fenomeni come Robin Brooks (che ha lavorato al FMI e a Goldman Sachs) che chiedono di abolire la realtà quando questa non si conforma alla propaganda.
In questo caso il problema della realtà è che smentisce la risibile propaganda sulle sanzioni alla Russia.

Che come alcuni avevano (facilmente) predetto non avrebbero né mandato in crisi né tanto meno fatto fallire la Russia, mentre al contrario avrebbero messo in ginocchio cittadini e settore industriale dei Paesi UE.

D'altronde l'export di materie prime energetiche ai Paesi europei pesava per circa il 2% del PIL russo, mentre l'industria europea (tedesca e italiana in primis) dipendeva fortemente dalle materie prime energetiche a basso costo provenienti dalla Russia.

E infatti dopo aver registrato un risibile calo dell'1,2% nel 2022, il PIL reale russo è cresciuto del 3,6% sia nel 2023 che nel 2024.

L'Italia invece è tornata a tassi di crescita sostanzialmente nulli (0,5% nel 2024) mentre il nostro settore industriale è al 702esimo giorno di calo.

Come se non bastasse, Zelensky non ha voluto rinnovare l'accordo per il transito del gas russo attraverso l'Ucraina e così il prezzo del gas è tornato a salire toccando i 50 euro a MWh (più del doppio della media pre 2022) mentre il PUN italiano è passato da una media di 62,9 euro degli anni 2005/2019 ai 138,35 euro dei primi giorni di gennaio 2025 (il prezzo medio è stato di 127,24 euro nel 2023 e di 108,52 euro nel 2024).

Gli USA nel mentre sono diventati i nostri maggiori fornitori di GNL. Che ci costa ovviamente molto di più.

Ci stanno economicamente uccidendo per Maastricht su ordine di Washington.

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