L'Iran ha condannato con toni energici l'aggressione militare degli Stati Uniti contro un obiettivo situato nei pressi dell'aeroporto della città iraniana di Bandar Abbas, definendola una violazione dell'integrità territoriale e della sovranità nazionale, nonché una flagrante trasgressione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
A dichiararlo è stato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, che ha sottolineato come l'attacco di questa mattina si inserisca in un quadro di ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti. Baghaei ha ricordato i precedenti attacchi statunitensi contro la navigazione commerciale nel Golfo Persico e in alto mare, nonché i bombardamenti aerei contro le regioni meridionali dell'Iran negli ultimi giorni.
L'avvertimento di Teheran
Il portavoce ha lanciato un forte avvertimento agli Stati Uniti: «Nessuna aggressione resterà impunita». Teheran, ha spiegato, adotterà tutte le misure necessarie per difendere la propria sovranità nazionale e integrità territoriale in conformità con la Carta delle Nazioni Unite. In tal senso, Baghaei ha affermato che il Consiglio di Sicurezza dell'ONU è tenuto ad adempiere alla propria responsabilità legale di chiedere conto delle aggressioni statunitensi.
Precedentemente, l'agenzia Reuters aveva riportato che l'esercito statunitense aveva bombardato una struttura militare iraniana nell'area dello Stretto di Hormuz, nel mezzo della fragile tregua tra Washington e Teheran e dei colloqui in corso per raggiungere la pace. Secondo la fonte citata da Reuters, la base militare rappresentava una «minaccia per le forze statunitensi e il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz».
Parallelamente, l'agenzia iraniana Fars News ha riferito che sono state udite tre esplosioni a Bandar Abbas, uno dei principali porti del paese persiano, situato sulla strategica via marittima del Golfo Persico.
L'attacco – avvenuto mentre sono in corso negoziati fragili tra le due parti – rischia di far precipitare ulteriormente le tensioni in una regione già infiammata. La risposta iraniana, pur per ora confinata alla sfera diplomatica, lascia intendere che Teheran non escluda reazioni sul terreno qualora le incursioni statunitensi dovessero ripetersi. Il Consiglio di Sicurezza, chiamato in causa da Baghaei, si trova ora di fronte all'ennesima prova della sua capacità – o incapacità – di garantire il rispetto del diritto internazionale.
Al momento, il Dipartimento della Difesa statunitense non ha rilasciato commenti ufficiali in merito all'operazione.
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