Già glorificati, l’Italia già manda in Ucraina i suoi mercenari.
Come altro definire questi “idealisti commossi dalla sorte dei bambini ucraini” che, come ci informa l’articolo dell’ANSA, sono ex carabinieri che, dopo aver frequentato corsi anti terrorismo e anti sabotaggio, aspettano i documenti per partire?
Se ne era già parlato ai tempi di Fabrizio Quattrocchi, ucciso nell’aprile 2004 in Iraq, il quale nonostante non si sia mai capito cosa esattamente ci facesse lì (e per conto di chi), nel marzo 2006 è stato insignito dalla Presidenza della Repubblica della Medaglia d'oro al valor civile. Da allora mercenari italiani, preposti non già alla protezione di aziende italiane all’estero ma al combattimento, sono stati segnalati in Siria e Libia, e coinvolti in inchieste giudiziarie finite nel nulla, mentre chiunque si recava nel Donbass anche solo per fornire alle popolazioni farmaci e aiuti si tirava dietro processi e linciaggi mediatici.
E così, mentre un Parlamento ridotto a zerbino di Draghi vota per l’invio di armi ad una, per ora fantomatica, “resistenza”, partono anche i Rambo italiani. E state pur certi che, se torneranno in bara in Italia, saranno la giustificazione per l’invio di truppe italiane.
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