Pechino sfida Washington: 'Basta sanzioni abusive alle nostre raffinerie'

28 Aprile 2026 08:30 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Il Ministero degli Esteri cinese ha condannato gli Stati Uniti per aver imposto sanzioni alle raffinerie cinesi a causa dei loro presunti legami con l'Iran.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi lunedì, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha dichiarato che la Cina si oppone da sempre alle sanzioni unilaterali prive di fondamento nel diritto internazionale.

"La Cina esorta gli Stati Uniti ad abbandonare la pratica errata delle sanzioni abusive e della giurisdizione extraterritoriale", ha sottolineato il portavoce.

Ha inoltre chiarito che Pechino "tutelerà con fermezza i diritti e gli interessi legittimi delle aziende cinesi".

Le dichiarazioni di Lin sono giunte dopo che il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato venerdì nuove sanzioni contro l'Iran e ha rilasciato un'autorizzazione generale che consente la liquidazione delle transazioni relative alla Hengli Petrochemical (Dalian) Refinery Co., situata nella Cina nord-orientale.

Il Tesoro ha inoltre imposto sanzioni a una delle principali raffinerie indipendenti cinesi, spesso definite "raffinerie a teiera", che operano principalmente nella provincia orientale dello Shandong, e a quasi altre 40 entità.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Thomas Pigott, ha affermato che le misure fanno parte di sforzi più ampi per arginare quello che Washington ha erroneamente definito il commercio illecito di petrolio iraniano.

La Cina ha esortato gli Stati Uniti a dimostrare "sincerità" nella risoluzione del loro annoso conflitto con l'Iran sul programma nucleare, condannando al contempo l'aggressione militare congiunta israelo-americana contro il Paese persiano.

Lunedì scorso il Ministero degli Esteri ha pubblicato un rapporto nazionale sul Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), nel quale si afferma che la guerra lanciata contro l'Iran, sia nel giugno 2025 che il 28 febbraio, "ha violato gravemente il diritto internazionale e i principi della Carta delle Nazioni Unite", e si sostiene che Washington sia responsabile dell'attuale stallo diplomatico con Teheran.

Nel rapporto, Pechino ha descritto il ritiro unilaterale di Washington dal Piano d'azione congiunto globale (JCPOA) come la "causa principale" dell'attuale stallo diplomatico tra Stati Uniti e Iran.

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