Turisti o padroni?

29 Luglio 2025 19:00 Francesco Erspamer



di Francesco Erspamer*

Una volta che vi trovaste negli Stati Uniti provate a chiedere qualcosa in italiano. Tipo: «Come posso collegarmi al wi-fi su questo autobus?», oppure «Mi porta la carta dei vini?», o ancora «A che ora chiude il museo?». Non solo non vi risponderebbero ma vi guarderebbero storti, a ragione: solo un idiota, se ha bisogno di un’informazione, neppure prova a parlare la lingua di chi può dargliela.

È esattamente come si comportano gli statunitensi in Italia. Credendosi o, peggio, sapendosi i signori del mondo (le tre frasi citate le ho sentite oggi a Firenze, in inglese). Appiccicati ai loro cellulari non li usano però per cercare parole o frasi con cui comunicare: sono i loro sudditi o clienti che devono adeguarsi, benché a casa propria.

Non io. In trent’anni di Stati Uniti un po’ di inglese l’ho imparato, a differenza degli italiani che infarciscono il loro eloquio nativo di inutili anglicismi per far finta di saperlo e così sentirsi di moda (se di destra) o globali (se di sinistra). Però quando mi trovo in Italia se uno straniero mi interpella in inglese o mi limito a rispondergli in italiano oppure gli chiedo, in inglese, come mai mi parli in quella lingua senza avermi neppure chiesto se la parlo. Solo a chi si sforza di esprimersi in italiano offro aiuto e indicazioni in inglese.

Purtroppo la maggior parte dei miei connazionali è invece ansiosa di compiacere i padroni stranieri: non parlarne la lingua la considera un’umiliazione. Tipico dei servi e dei colonizzati ma non è tutta colpa loro; di cosa dovrebbero sentirsi fieri visto che i loro giornalisti e intellettuali non fanno che denigrare il proprio paese, se non per lodare qualche sportivo purché residente altrove e di altra madrelingua; e che le cosiddette autorità, dalla primo ministro alla segretaria del partito che fa finta di stare all’opposizione, fanno a gara per convincerli che la cosa migliore sia svendere il paese per poi scappare all’estero, e comunque imitare pedissequamente (in latino il pedissequo era lo schiavo che scortava il proprio padrone) le magnifiche sorti e tecnologiche che arrivano da fuori.

*Post Facebook del 28 luglio 2025

Le più recenti da I mezzi e i fini

On Fire

IN AGGIORNAMENTO. Mojtaba Khamenei: Il popolo iraniano è il vero vincitore contro l'aggressione di USA e Israele

  AGGIORNAMENTI  Ore 20:00 Mojtaba Khamenei: L'Iran non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti Il nuovo leader supremo dell'Iran,  Mukhtaba Khamenei, ...

Droni ucraini contro Russia e paesi NATO

di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico Sullo sfondo della crisi mediorientale e delle minacce di apocalisse lanciate dal duo yankee-sionista all'indirizzo dell'Iran, qualche volta attuate e altre volte...

Gli Stati Uniti bluffano. "Siamo di fronte ad uno scenario catastrofico". Intervista al Generale Fabio Mini

"Siamo in una trappola strategica?" Il Generale Fabio Mini demolisce la narrativa sulla guerra in Iran. In questa intervista esclusiva a l'AntiDiplomatico, il Generale Fabio Mini analizza con la sua consueta...

La Cina risponde alla richiesta di Trump di inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz

Un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha dichiarato che Pechino chiede un cessate il fuoco immediato e si è rifiutato di specificare se la Cina potrebbe inviare mezzi navali nello Stretto...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa