Ci ricorderemo dei loro nomi...

29 Maggio 2026 09:00 Paolo Desogus

di Paolo Desogus*

Ci ricorderemo dei loro nomi. Ci ricorderemo i nomi di Tinagli, Gori e Nardella, che qualche giorno fa al parlamento europeo si sono astenuti sul voto per l’embargo sulle armi a Israele.
Ci ricorderemo di Picierno, Fiano, Renzi e Calenda, che negano ancora il genocidio.
Ci ricorderemo della destra tutta: la destra peggiore d’Europa, accozzaglia di scappati di casa, guidati da una leader mediocre e opportunista, che solo il crollo di ogni ideale politico, di ogni movimento di pensiero ha potuto produrne una rappresentazione mistificata e positiva.
Ci ricorderemo di loro e di tutti quelli che dopo tutti questi anni, dopo i numerosi eccidi, molti dei quali precedenti all’8 ottobre, ipocritamente parlano ancora di soluzione per “due stati”: soluzione che Israele non vuole e probabilmente non ha mai voluto.
Ci ricorderemo di loro perché prima o poi la storia dovrà giudicarli. Dovrà giudicare il terrorismo dello stato di Israele, le occupazioni, i massacri, il killeraggio gratuito, l’uso della fame e della sete come strumenti di guerra.
Oggi in Palestina si sta compiendo il più grande crimine del secolo. Per la portata politica e per il modello culturale che sta producendo, si tratta del fatto più grave dai tempi del nazismo.
Tutti quei nomi, tutti quei figuri comici e ipocriti, che giustificano il genocidio in Palestina e in Libano, sono complici di un processo che va molto al di là del medio oriente. La questione israeliana è una questione occidentale. Questi personaggi sono parte integrante dell’opera di svuotamento della democrazia in direzione della dissoluzione dello Stato di diritto, cioè dei principi che tutelano e regolano le vite individuali e la costruzione delle collettività. Sono tutti cittadini dell’universo orrendo plasmato sui valori della coalizione Epstein, cioè del compimento del capitalismo in dominio assoluto, in mercificazione dei corpi, in distruzione di ciò che resta di umano in quelle aggregazioni di individui, per lo più alienati, che chiamiamo ancora società.
*Post Facebook del 29 maggio 2026

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