Il killeraggio contro Francesca Albanese e il servilismo del governo Meloni

13 Febbraio 2026 16:46 Paolo Desogus


di Paolo Desogus*

Quello contro Francesca Albanese è una forma di vero e proprio vergognoso killeraggio mediatico, da analizzare, credo, da due prospettive complementari, quella internazionale e quella interna.

Relativamente al primo punto, non escludo che da parte francese vi sia stato il tentativo di gettare scompiglio dopo i recenti sviluppi diplomatici che in sede Nato hanno premiato l’Italia (guideremo per la prima volta il Joint Force Command di Napoli) e che in Ue hanno visto Germania e Italia riavvicinarsi a discapito del ruolo della Francia, del resto debole come non mai sul piano internazionale e dunque bisognosa di sponde.

Da non sottovalutare poi gli effetti dello scandalo Epstein sul dibattito e sulle implicazioni che chiamano in causa Israele e che hanno iniziato a coinvolgere anche l’establishment francese. Vedremo. In ogni caso, le accuse francesi potrebbero significare qualcosa del tipo: “L’Italia come paese di mediazione non è credibile. Una parte dei suoi cittadini sostiene un’antisemita: Germania e USA sono propri sicuri di potersi fidare?”

Se il sottotetto è questo, credo che si capiscano meglio le parole del paludatissimo Polito, autore sul Corriere della Sera di stamane di un editoriale a dir poco infamante, dove sostanzialmente viene accusata di essere una sostenitrice di Hamas. A Polito naturalmente non interessa un fico secco quello che ha detto veramente Francesca Albanese, il cui video è stato probabilmente manipolato. Prende per buone le accuse del ministro francese senza sottoporle ad alcun vaglio critico. Nel suo editoriale aggiunge però alcuni dettagli utili. Si sofferma sulle reazioni del ministro degli Esteri tedesco, anche lui evidentemente costretto a condannare la portavoce dell’Onu. E sostiene che la Albanese consente alla Francia di recuperare terreno nei rapporti con gli Usa dato il sostegno a Israele.

Tutto questo accade nel massimo disprezzo della causa palestinese, in una contesa tra paesi che ogni due per tre straparlano di valori occidentali, ma che in realtà si servono dei mezzi più repressivi e antidemocratici. Quanto poi all’Italia, siamo davvero al colmo. Invece di difendere una sua cittadina sotto attacco, invece di far valere il principio della libertà di parola contro le mistificazioni e l’aberrante distorsione delle parole degli oppositori, il nostro paese si presta a questi orribili comportamenti.

*Post Facebook del 12 febbraio 2026

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