Il 25 aprile e la sovranità

28 Aprile 2025 08:00 Paolo Desogus



di Paolo Desogus*


Guardare l'Italia attraverso il 25 aprile e cioè attraverso l'esperienza resistenziale e i modi in cui questo lascito è stato ripreso, valorizzato e contestato nel corso degli anni anni credo aiuti a fare luce su molti aspetti del nostro presente. Relativamente alla stretta attualità, il disprezzo della compagine meloniana e salviniana dice molto anche di questa destra che si vuole "sovranista", ma che in realtà esprime il più basso e meschino esempio di sudditanza mai visto in tutta la storia repubblicana.

Il 25 aprile costituisce il momento in cui sono state poste le basi della costruzione democratica dell'Italia. Come hanno ripetuto in molti, senza il tributo di sangue dei partigiani, il nostro paese non avrebbe potuto negoziare quei margini di autonomia e indipendenza che, almeno sino ai primi anni Novanta, hanno consentito di ridurre le ingerenze straniere e in special modo americane.

La destra oggi al governo non riesce, non ha gli strumenti per capire che solo il 25 aprile ci ha dato "sovranità", da intendersi secondo i termini della Costituzione, ovvero come esercizio della democrazia attraverso le istituzioni parlamentari e il coinvolgimento delle grandi masse popolari mediato dai partiti politici.

In particolare, questa destra non riesce, non può e non vuole accettare che la nostra democrazia è stata fondata dal grande contributo delle forze socialcomuniste. L'idea che il loro cammino sia stato tracciato anche dal Pci li manda fuori dai gangheri. Il loro sovranismo non è infatti altro che il tentativo di abbattere la nostra democrazia per svenderla ai potenti stranieri di oggi. I fascisti di oggi come quelli di ieri sono fatti così, sono coraggiosi solo quando si mettono dietro le spalle dei forti del momento. Disprezzano il lavoro, odiano le istituzioni, "se ne fregano" delle istanze popolari e si nutrono di classismo e volgarità culturali.

Il carattere vigliacco e miserabile della destra non ci solleva tuttavia dalla necessità di interrogarci su quanti anticorpi democratici dispone oggi l'Italia. A me paiono pochi. Lo dico con grande amarezza: sono pochi. Nei più svariati campi, dal lavoro alla scuola, al modo in cui è concepito il ruolo dello stato nell'economia, tutto lascia intendere che i valori di giustizia sociale, di eguaglianza e di solidarietà comunitaria sono scomparsi o residuali. Eppure il 25 aprile è stato anche quello: non è stato solo un atto politico astratto contro i fascisti. La Liberazione e il 25 aprile hanno rappresentato lo sforzo per una nuova civiltà, per una nuova umanità. La nostra gloriosa Resistenza nasceva dalla consapevolezza che il fascismo e il suo corollario razzista erano radicati nel dominio del capitale sul lavoro, nella prevalenza degli interessi delle classi agiate su quelle lavoratrici.

Non c'è dunque 25 aprile senza aspirazione a una nuova umanità, senza l'irriducibile desiderio di trasformazione dell'attuale presente integralmente amministrato dalla governance tecnocapitalista e condizionato dai rigurgiti neocolonialisti dell'America trumpiana.

*Post Facebook del 25 aprile 2025

Le più recenti da Mondo grande e terribile

On Fire

Lavrov spiega perché gli USA attaccano l’Iran

La politica aggressiva degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran non ha una sola spiegazione, ma nasce dall’intreccio di fattori geopolitici, strategici ed economici. Lo ha affermato il ministro...

Frana di Niscemi: il prezzo della subalternità agli USA e del MUOS

di Clara Statello per l'AntiDiplomatico „Le antenne cadranno giù“. I NO MUOS cantavano questo slogan, negli anni delle lotte contro la militarizzazione dei territori, subendo feroci...

La "normalizzazione" di Epstein

di Sara Reginella  Dopo la normalizzazione della guerra e del genocidio, parte della stampa italiana è ora alle prese con la normalizzazione della pedofilia. E dunque, leggo che Jeffrey Epstein...

Il salto di qualità bellico di Cavo Dragone

  di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico È tornato a dar fiato alla bocca il capo del Comitato militare della NATO, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. O per meglio dire, le sue dichiarazioni,...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa