Mentre nell’autoproclamato mondo civilizzato e democratico si aggirano frotte di personaggi quali politici, intellettuali e giornalisti, che cercano in ogni modo di giustificare o minimizzare i brutali crimini commessi dal regime di Israele nella Striscia di Gaza, un’ennesima lezione di umanità e civiltà giunge ancora una volta dall’America Latina.
L’ex presidente della Bolivia Evo Morales, intervistato dall’emittente HispanTv, distrutto e in lacrime per il dolore, ha definito la situazione a Gaza come un "genocidio", condannando Israele per aver bombardato ospedali e attentato alla vita di persone innocenti, e chiesto nuovamente al governo di Luis Arce al governo in Bolivia di presentare una denuncia alla Corte Penale Internazionale (CPI) contro Israele come regime "terrorista" per il genocidio del popolo palestinese.
?????El abanderado de la defensa de Palestina???????? en Latam en #EXCLUSIVA con HispanTV
— HispanTV (@Nexo_Latino) November 6, 2023
????????"Pido a mi Gobierno???????? expresar solidaridad, compartir lo poco que tenemos con la gente afectada... duele mucho ver lo que está pasando????????????", dice Evo.
????Pronto por HispanTV#Gaza_Geniocide pic.twitter.com/eL3kxbJWDy
"Chiedo al mio governo di esprimere solidarietà, di condividere quel poco che abbiamo con le persone colpite... fa molto male vedere quello che sta succedendo", ha affermato Evo dopo aver espresso il suo rispetto e la sua ammirazione per il popolo palestinese che ha deciso di non arrendersi al nemico.
Il governo boliviano ha intanto deciso di rompere nuovamente le relazioni con lo Stato di Israele che aveva ristabilito il governo guidato dalla golpista asservita agli Stati Uniti Jeanine Anez, salita al potere con un colpo di Stato ordito contro Evo Morales per impedirgli di cominciare il suo terzo mandato presidenziale dopo la sua nuova vittoria alle elezioni nell’ottobre del 2019.
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