Martedì è scomparso José Mujica, ex presidente dell’Uruguay e figura iconica della sinistra latinoamericana. A dare la notizia è stato l’attuale capo di Stato, Yamandú Orsi: “Ci mancherai tanto, vecchio caro. Grazie per il tuo amore per il popolo”, ha scritto sui social. Mujica era malato di cancro all’esofago da oltre un anno e aveva annunciato pubblicamente la gravità della sua condizione già a gennaio.
Nato a Montevideo nel 1935, Mujica visse mille vite: guerrigliero Tupamaro negli anni ’70, prigioniero della dittatura per 12 anni, poi senatore, presidente e infine simbolo mondiale di onestà e sobrietà. Rifiutò i privilegi del potere, vivendo in una casa modesta e donando buona parte del suo stipendio. Durante il suo mandato (2010–2015), legalizzò aborto, matrimonio egualitario e cannabis, trasformando l’Uruguay in un laboratorio progressista.
Ateo convinto, anticonformista, restò sempre fedele alle sue idee: “Non sono povero, sono sobrio. Non voglio che le cose mi rubino la libertà”. Mujica lascia un’eredità politica e morale rara, fatta di coerenza, umanità e coraggio.
*Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati
di Alessandro Volpi* L'ineffabile presidente della più grande democrazia del mondo, che fa allusioni sessuali persino ai figli, torna a irridere la presidente del Consiglio italiana,...
di Laura Ruggeri* Al vertice NATO di Ankara, il Lussemburgo si è posizionato come uno dei più accesi sostenitori dell'accelerazione del riarmo europeo. Per un paese di...
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha scritto un articolo intitolato "Ucraina, Europa e sicurezza globale". All'ultimo momento la redazione europea di Politico ha deciso di censurarlo...
L'astro e leggenda del calcio mondiale, il compianto Diego Armando Maradona, fece una previsione sorprendente sui Mondiali di quest'anno, che si stanno svolgendo in Messico, Stati Uniti e Canada. Nel...
Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa