Le scemenze sull'"imminente" attacco della Russia all'Europa non erano sufficienti?

20 Agosto 2026 17:00 Paolo Desogus

di Paolo Desogus

Ancora guerra, ancora propaganda. Non bastavano le scemenze sull'imminente attacco della Russia all'Europa, ora si aggiungono anche le presunte minacce iraniane. Se si desse retta alla propaganda che pervade l'Europa, l'immagine che ne avremmo è quella di un continente in pericolo, minacciato dalle autocrazie: un continente generoso, portatore di ideali sani, che ha costruito il proprio benessere con il lavoro, il sapere e lo spirito collaborativo tra paesi, ma che ora è sotto minaccia esterna da parte di Russia, Iran e Cina e interna dai vari "putinisti" e "propal" che diffondono antisemitismo e islamismo.
In realtà l'Europa è un continente allo sbando. Lo è per tante ragioni, a partire dal fatto che non ha mai veramente fatto i conti con le proprie politiche coloniali, con il proprio razzismo e con la torsione neoliberale degli ultimi trent'anni. L'Europa è in larga parte rappresentato da un'istituzione fallita come l'UE, la cui unica finalità sembra oramai essere quella di difendere gli interessi della grande finanza e delle grandi agenzie speculative che, dopo aver bruciato gran parte dell'economia reale, ora puntano tutto sul riarmo. Nata con la promessa di pace e benessere, oggi l'UE non ha altro grande progetto al di fuori del riarmo.
Il riarmo è del resto l'ultima frontiera del capitale. È il punto estremo della dissoluzione dell'Occidente a guida americana. Per giustificarlo si usa qualsiasi arma, senza alcuno scrupolo ideologico o morale. Pur di piegare la volontà degli europei si raccontano fandonie colossali, come quella che vede il nostro continente minacciato militarmente dalla Russia e ora dall'Iran. I veri attacchi giunti contro i paesi UE sono in realtà arrivati dagli USA con Trump attraverso i dazi e la guerra ibrida di cui abbiamo avuto esempio con la distruzione di North stream e più recentemente con Ceuta.
Di fronte alla propaganda che mistifica la realtà qualsiasi discorso di pace è però un tradimento, qualsiasi appello alla diplomazia è complicità, qualsiasi indignazione per gli orrori in Libano e Palestina è antisemitismo. Siamo aglio sgoccioli, sprofondiamo in un abisso di morte.
*Commento Facebook del 20 agosto 2026
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