Ville di lusso e fondi opachi: bufera sull’entourage di Zelensky

01 Maggio 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Il cosiddetto “Mindichgate” scuote i vertici del potere ucraino, gettando nuove ombre sull’entourage del presidente Volodymyr Zelensky. Secondo intercettazioni diffuse da media locali, membri del suo circolo ristretto avrebbero finanziato la costruzione di lussuose ville in una comunità d’élite con fondi di origine poco chiara. Al centro dello scandalo c’è Timur Míndich, imprenditore vicino al presidente e soprannominato “il portafoglio”, oggi rifugiato in Israele.

Le registrazioni, effettuate dalle agenzie anticorruzione ucraine NABU e SAP, rivelano conversazioni compromettenti con figure chiave dell’amministrazione, tra cui Serguéi Shefir e l’ex vicepremier Alexey Chernyshov. Dalle intercettazioni emerge un clima di forte tensione interna: da un lato, l’offensiva delle autorità anticorruzione; dall’altro, il malcontento degli uomini vicini a Zelensky, che accusano la NABU di agire “con ferocia”. Lo stesso Mindich avrebbe valutato la fuga dal Paese già prima che l’inchiesta lo coinvolgesse direttamente. Particolarmente delicato è il capitolo relativo alle proprietà immobiliari. Le registrazioni suggeriscono che le ville - attribuite, secondo indiscrezioni, allo stesso Zelensky e ad altri alti funzionari - sarebbero state costruite con finanziamenti opachi.

Di fronte all’attenzione mediatica crescente, Mindich avrebbe proposto di sospendere i lavori e intestare gli immobili a terzi. Lo scandalo si intreccia inoltre con il settore della difesa. In un colloquio con l’allora ministro Rustem Umerov, l’imprenditore avrebbe sollecitato l’accelerazione di fondi per aziende legate alla produzione di missili e droni, evidenziando potenziali conflitti di interesse tra affari privati e contratti pubblici. La tempistica della fuga di notizie non è casuale. Secondo alcune fonti, le rivelazioni sarebbero collegate ai 90 miliardi di euro stanziati dall’Unione Europea per Kiev, subordinati a riforme anticorruzione più stringenti. Tra queste, l’estensione dei poteri investigativi delle agenzie indipendenti e una crescente supervisione esterna delle istituzioni ucraine.

Il risultato è uno scenario politico sempre più fragile, in cui la lotta alla corruzione si intreccia con equilibri internazionali e interessi strategici. Il “Mindichgate” rischia così di trasformarsi da scandalo interno a fattore destabilizzante per l’intero assetto del potere ucraino.

https://actualidad.rt.com/actualidad/602036-filtraciones-amigos-zelenski-destapan-saqueo

Le più recenti da IN PRIMO PIANO

On Fire

IN AGGIORNAMENTO. Mojtaba Khamenei: Il popolo iraniano è il vero vincitore contro l'aggressione di USA e Israele

  AGGIORNAMENTI  Ore 20:00 Mojtaba Khamenei: L'Iran non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti Il nuovo leader supremo dell'Iran,  Mukhtaba Khamenei, ...

Droni ucraini contro Russia e paesi NATO

di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico Sullo sfondo della crisi mediorientale e delle minacce di apocalisse lanciate dal duo yankee-sionista all'indirizzo dell'Iran, qualche volta attuate e altre volte...

La 7 e il "falso" vero: gli (incredibili) salti mortali di Mentana per coprire i crimini di Israele...

  di Francesco Santoianni   Salti mortali nella redazione del TG di LA7 (direttore Enrico Mentana) nel tentativo di conciliare una presunta “deontologia professionale” con l’evidenza...

Gli Stati Uniti bluffano. "Siamo di fronte ad uno scenario catastrofico". Intervista al Generale Fabio Mini

"Siamo in una trappola strategica?" Il Generale Fabio Mini demolisce la narrativa sulla guerra in Iran. In questa intervista esclusiva a l'AntiDiplomatico, il Generale Fabio Mini analizza con la sua consueta...

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa