Appello di 25 ex diplomatici per la liberazione di Assange

Appello di 25 ex diplomatici per la liberazione di Assange

Foto Comitato per la Liberazione di Julian Assange Italia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

 

Sono 25 gli ex diplomatici italiani che hanno lanciato un appello per chiedere la liberazione di Julian Assange e contro l’estradizione negli USA. Il giornalista e editore di WikiLeaks è attualmente rinchiuso nel carcere di massima sicurezza inglese di Belrmash come se fosse un terrorista o un feroce criminale. La sua unica colpa, invece, è quella di aver rivelato all’opinione pubblica mondiale i crimini di guerra commessi da USA e Gran Bretagna in primis, nelle guerre in Iraq e Afghanistan. Se fosse estradato negli Stati Uniti, Assange rischierebbe una pena detentiva fino a 175 anni di carcere. Si potrebbe definire un ergastolo, ma nei fatti è un’esecuzione capitale date le condizioni psicofisiche del fondatore di WikiLeaks.

 Segue il testo della lettera degli ex diplomatici.

La malaugurata invasione dell'Iraq del 2003 ha provocato una serie di conseguenze negative e di gravi violazioni dei diritti umani di immediata percezione: iracheni torturati nelle celle di Abu Ghraib, rinchiusi illegalmente a Guantánamo, un Paese distrutto a tutto vantaggio dell’Iran.

Ma anche episodi rimasti ignoti a lungo. Uno per tutti. Il 12 luglio 2007 un elicottero Apache in sorvolo su Baghdad scorge nella strada sottostante alcuni civili, tra cui un fotografo munito di telecamera; dall’elicottero la scambiano per un lanciarazzi e sparano a raffica su di loro. Giunge in soccorso un furgone e viene centrato anche quello: 11 morti, tra cui due bimbi.

Questo fatto sarebbe rimasto sepolto assieme alle sue vittime, se non l’avesse rivelato nel 2010 un giornalista australiano, Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, coadiuvato da Chelsea Manning, un soldatino transgender. Furono loro a impedire il “crimine del silenzio” sugli orrori delle tragedie irachena e afghana.

Solo le dittature silenziano i media. Le vere democrazie trovano il coraggio di svelare “di che lagrime gronda e di che sangue” il Potere. E porvi rimedio. L’ha fatto il presidente Obama graziando Chelsea Manning, che era un militare con 35 anni di carcere da scontare. Perché non Biden per Assange, che è un giornalista? Eppure, da vice-presidente Biden aveva riconosciuto che le rivelazioni di WikiLeaks non avevano provocato “alcun danno sostanziale”. Ciò nonostante, Washington incriminò Assange con 17 capi d’accusa, basati su una legge antiquata – l’Espionage Act del 1917 – che poneva limiti alla stampa durante la Grande Guerra. Rinchiuso per otto anni nella sede dell’Ecuador a Londra (per sfuggire oltretutto a una poco credibile accusa di stupro), ad aprile è scattato il suo quarto anno di reclusione a Belmarsh, carcere inglese di massima sicurezza, in attesa di esser estradato negli Usa.

Le condizioni in cui vive ne hanno gravemente minato la salute. Perciò decine di parlamentari australiani, britannici e americani – oltre ad Amnesty International e Reporter Senza Frontiere – hanno rivolto petizioni all’Attorney General degli Usa e chiesto alla Corte Suprema del Regno Unito di negare l’estradizione.

I diplomatici sono tra i primi a riconoscere quanto può nuocere la fuga di rapporti e altri documenti riservati. Ma se la “riservatezza” serve a celare crimini di guerra, prevale il dovere del funzionario di denunciarli e il diritto del giornalista di renderli pubblici, si tratti o no di scoop. Va ricordato che nel 2004, durante l’invasione dell’Iraq, 52 ex-diplomatici britannici e 27 ex-ambasciatori e generali americani di alto rango uscirono dal loro riserbo con due durissime lettere di critica a Blair e a Bush.

Ora, noi ex-diplomatici ci uniamo ai parlamentari e alle organizzazioni umanitarie che hanno firmato appelli per la liberazione del giornalista, essendo convinti che le democrazie prosperano solo se hanno il coraggio di guardarsi allo specchio. A tal fine ci appelliamo al nostro governo affinché si unisca a tutti coloro che chiedono al presidente Biden di rinunciare ad ogni azione contro Julian Assange, in coerenza con quanto fatto da Obama.

Marco BACCIN

Francesco BASCONE

Mario BOFFO

Rocco CANGELOSI

Torquato CARDILLI

Giuseppe CASSINI

Fabio CRISTIANI

Antonio D’ANDRIA

Anna DELLA CROCE

Enrico De MAIO

Patrizio FONDI

Paolo FORESTI

Giovanni GERMANO

Elisabetta KELESCIAN

Maurizio LO RE

Luigi MACCOTTA

Roberto MAZZOTTA

Enrico NARDI

Angelo PERSIANI

Alessandro PIETROMARCHI

Michelangelo PIPAN

Giancarlo RICCIO

Antonio TARELLI

Maurizio TEUCCI

Bernardo UGUCCIONI

 

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein? di Francesco Erspamer  Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Sostegno a Maduro al campeggio antimperialista a Frassanito di Geraldina Colotti Sostegno a Maduro al campeggio antimperialista a Frassanito

Sostegno a Maduro al campeggio antimperialista a Frassanito

La corsa (imperterrita) dell'occidente verso l'Apocalisse di Clara Statello La corsa (imperterrita) dell'occidente verso l'Apocalisse

La corsa (imperterrita) dell'occidente verso l'Apocalisse

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

L'Unione Europea nella percezione degli italiani di Leonardo Sinigaglia L'Unione Europea nella percezione degli italiani

L'Unione Europea nella percezione degli italiani

Le sanzioni alla Borsa di Mosca e il futuro dei Brics di Marinella Mondaini Le sanzioni alla Borsa di Mosca e il futuro dei Brics

Le sanzioni alla Borsa di Mosca e il futuro dei Brics

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia di Alberto Fazolo Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Un establishment a corto di credibilità di Giuseppe Giannini Un establishment a corto di credibilità

Un establishment a corto di credibilità

"L'URLO DAY": IL 25 GIUGNO A ROMA AL TEATRO FLAVIO (COMUNICATO) di Michelangelo Severgnini "L'URLO DAY": IL 25 GIUGNO A ROMA AL TEATRO FLAVIO (COMUNICATO)

"L'URLO DAY": IL 25 GIUGNO A ROMA AL TEATRO FLAVIO (COMUNICATO)

A cosa serve la proposta di Putin di oggi di Giuseppe Masala A cosa serve la proposta di Putin di oggi

A cosa serve la proposta di Putin di oggi

La foglia di Fico di  Leo Essen La foglia di Fico

La foglia di Fico

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti