Berlino: "L'Osservatorio siriano dei diritti umani non è sul campo, è a Londra. Tutto quello che dice non riflette la verità"

Berlino: "L'Osservatorio siriano dei diritti umani non è sul campo, è a Londra. Tutto quello che dice non riflette la verità"

 "Coloro che gli forniscono queste informazioni specifiche hanno i propri interessi che questa informazione sia presentata al pubblico in un modo particolare".

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Mentre non ci sono prove dell'attacco con armi chimiche perpetrato dall'esercito siriano sulla città di Idlib, è l'Osservatorio siriano dei diritti umani ad avere la "verità" in tasca e dare in pasto al mondo il colpevole di tanto orrore: ovviamente Assad.



L'Osserrvatorio, come spiega Difesa Online, "non è una ONG qualunque, ma un’enigmatica organizzazione con sede a Londra, divenuta rapidamente l’unico portavoce ascoltato in Occidente dei report di guerra siriani. Il suo leader, Rami Abdel Rhaman, è indicato dal governo siriano come attivista dell’opposizione, mentre fonti non verificate alludono esplicitamente a collaborazioni con servizi occidentali (inglesi). Lo scopo sarebbe screditare agli occhi dell’opinione pubblica mondiale il governo di Damasco, agendo magari in previsione di una futura iniziativa giudiziale penale internazionale contro le sue figure politiche di rilievo"

Ma cosa diceva pochi giorni fa il governo tedesco sull'Osservatorio?

 "L'Osservatorio siriano per i diritti umani [OSDH] non è sul campo, ma si trova a Londra. Anche se ha una buona rete sul campo, tutto quello che dice non riflette la verità", ha detto il portavoce del ministero degli esteri tedesco, Sebastian Fischer, il 31 marzo.

 "Coloro che gli forniscono queste informazioni specifiche hanno i propri interessi che questa informazione sia presentata al pubblico in un modo particolare".

Queste dichiarazioni erano state fatte dopo che l'OSDH, citando i dati forniti dai servizi segreti tedeschi, aveva riportato di un attacco condotto "da combattenti che appartengono alla coalizione internazionale" tedeschi su una scuola del villaggio Al-Mansour, nei pressi di Raqqa il 20 marzo. Secondo l'organizzazione, il bombardamento aveva ucciso almeno 33 civili. Siamo al doppio standard del doppio standard, il massimo mai toccato dall'ipocrisia occidentale.

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