La bufala di Bloomberg che ancora oggi scrive "Putin ha invaso l'Ucraina nel 2014"

La bufala di Bloomberg che ancora oggi scrive "Putin ha invaso l'Ucraina nel 2014"

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Il 9 luglio Bloomberg ‘News’ riportava “Putin ha invaso l'Ucraina nel 2014”. In un lungo editoriale, lo storico statunitense Zuesse sottolinea come questa, del resto, è la giustificazione con cui la Nato sta portando i missili, carri armati, bombardieri e truppe ai confini della Russia, in una ripetizione della crisi missilistica di Cuba del 1962, con l'unica differenza che la scintilla che potrebbe generare la terza guerra mondiale non è a 90 miglia dalle coste nord americane, ma ai confini con la Russia. 

“La verità è che è stato Obama ad invadere l'Ucraina nello stesso modo in cui fu invaso l'Iran nel 1953 con la destituzione del presidente eletto democraticamente Mohammad Mosaddegh , rimpiazzato da un dittatore fantoccio”, scrive Zuesse nell'articolo.

Ed è stata sanguinaria come tutte le invasioni. Gli Usa hanno controllato l'Iran fino al 1979, quando gli iraniani si sono liberati dal giogo statunitense con una rivolta che ha prodotto un sentimento di grande odio contro gli Stati Uniti. Lo stesso, sottolinea lo storico, potrebbe accadere in Ucraina, perché anche in questo paese la dittatura scelta dagli Usa attua politiche drammaticamente negative come fu per il caso dell'Iran.

“Quando Obama ha installato un gruppo di fascisti al controllo dell'Ucraina, l'intenzione era di rimpiazzare democraticamente il presidente eletto democraticamente e installare un regime ferocemente anti-russo ai confini con la Russia: questi nuovi Hitler hanno rapidamente iniziato un programma di pulizia etnica, ucciso un numero non precisato di persone, espulsi oltre un milione di persone (perlopiù emigrati in Russia). E' stata molto di più di un'invasione, così come quella di Eisenhower in Iran nel 1953 – forse di più”, ha scritto Zuesse.

Al colpo di stato di Obama del febbraio 2014 è seguita la separazione della Crimea dall'Ucraina e il ritorno alla Russia (di cui era parte fino al 1954). Khrushchev nel 1954 aveva trasferito la Crimea all'Ucraina (senza plebiscito), ma per secoli apparteneva alla Russia e il senso di appartenenza dei crimeani è sempre stato come russi e non ucraini è continuato fino ad oggi. Questa identificazione si è avuta nel 2010 con il 75% degli abitanti della Crimea che votarono per Yanukovych (il presidente destituito da Obama); ma, dopo il massacro del 20 febbraio 2014, la percentuale dei crimeani che voleva ricongiungersi con la Russia è cresciuto fino alle note cifre plebiscitarie del referendum che ha fatto tornare la regione alla Russia.

La dichiarazione di autonomia del Donbass dall'Ucraina si è avuta nel maggio del 2014, con la Russia che ha fornito assistenza alla Crimea e al Donbass, sia per aiutare la popolazione contro la ritorsione del nuovo governo ucraino. “Quindi, se, Putin ha invaso l'Ucraina nel 2014 è in risposta al colpo di stato di Obama e quello che Obama e la sua
squadra hanno dovuto fare per tenere i loro uomini al potere”.

La flotta russa del Mar Nero si trova in Crimea dal 1783, l'auto-determinazione della regione è stata una scelta di sicurezza nazionale russa, ma Putin non ha utilizzato la forza, ha semplicemente rispettato una volontà popolare, permettendo quel referendum che nel 1956 non era stato concesso. Putin, prosegue lo storico statunitense, si era impegnato a rispettare l'esito del referendum e collocare la flotta in un'altra regione in caso di sconfitta. 

Gli uomini di Obama che controllavano le forze di polizia ucraine hanno ordinato, al contrario, di usare la forza in Crimea per impedire prima il referendum e minacciare le persone per non votare poi.  Nonostante tutto, oltre il 90+% della popolazione ha sancito il cambiamento. E nessuno, neppure la Gallup, non accetta ormai il verdetto come volontà della popolazione. 

Per quel che riguarda la Crimea, quindi, quello che la Nato, Obama, Bloomberg intendono quando dicono che “Putin ha invaso l'Ucraina nel 2014” si riferiscono a  qualcosa per cui la popolazione della Crimea (in nome della loro sicurezza e libertà) provano immenso sollievo e gratitudine. Il documento finale del Summit Nato di Varsavia  parla ancora di «illegale annessione della Crimea, che non dobibamo riconoscere e che invochiamo la Russia di cancellare”. Si tratta ad oggi della giustificazione delle sanzioni alla Russia e della militarizzazione senza precedenti dell'est europeo, che verrà ulteriormente rafforzato dopo l'ultimo vertice. 

Per quel che riguarda le regioni autonome-separatiste dell'Ucraina, Lugansk e Donetsk, si tratta di un'area complessiva che votò per il 90% per Yanukovych alle ultime elezioni e che sono state sconvolte dal terribile massacro di Odessa del 2 maggio 2014. La loro decisione di separarsi dall'Ucraina è avvenuta un mese dopo il referendum di Crimea. La Russia non aveva basi navali o altri impianti militari, ma un referendum si sarebbe dovuto tenere, specialmente dopo il massacro di Odessa e per il fatto che il 90% della popolazione aveva votato per il presidente vittima del colpo di stato di Obama, sottolinea Zuesse.

Dalla fine di giugno 2014, era chiaro ad ogni giornalista onesto che le forze di Obama stessero perdendo nella guerra in corso, nonostante l'assistenza sempre maggiore degli Usa. Molti uomini russi si unirono alle forze di resistenza del Donbass. Hanno salvato, scrive lo storico, la popolazione del Donbass da un massacro senza precedenti.

La guerra continuò ma Obama stesso ammise impossibile la vittoria e decise di utilizzare il “Putin ha invaso l'Ucraina” come base per le sanzioni economiche e l'avanzata della Nato per l'invasione della Russia.

Da gennaio 2015, perfino un generale ucraino ammise che nessun soldato russo era coinvolto nella guerra. Tuttavia c'era anche una prova maggiore che “Putin non aveva mai invaso l'Ucraina”.  Il presidente russo, scrive Zuesse citando un suo articolo del settembre del 2014, rifiutò la richiesta dei separatisti di unirsi alla Russia, concordando solo rifornimenti, guida strategica, ma precisando ai loro leader che dovessero costituire la loro nazione indipendente e solo allora magari unirsi in una regione federale (come previsto dagli accordi di Minsk) all'Ucraina, qualora quest'ultima avesse adempiuto con gli accordi di Minsk II.
 
Tutti coloro che dopo il settembre 2014 hanno parlato di “Putin ha invaso l'Ucraina” hanno mentito per uno scopo politico o per manifesta ignoranza. Questo include virtualmente tutta la stampa occidentale. 

Nello stesso giorno del «Putin invaded Ukraine in 2014», conclude Zuesse, un editoriale su Bloomberg di Michael Bloomberg dal titolo «NATO Needs to Stand Strong Against Putin» invocava un'espansione della Nato e un rafforzamento sul Baltico con quattro nuovi battaglioni per formare un deterrente credibile. “Bisogna condurre nuove operazioni congiunte in Europa, specialmente nel Baltico e la Germania deve iniziare a partecipare pienamente”. Non avete ancora capito qual è il disegno e chi lo manovra?

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