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La Turchia mette in funzione i sistemi S-400 acquisiti dalla Russia. Arrivano le sanzioni USA?

 

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La Turchia ha testato per la prima volta i sistemi di difesa aerea S-400 di fabbricazione russa durante le esercitazioni vicino alla città di Sinop, nel nord del paese, ha rivelato nella giornata di venerdì all’agenzia TASS una fonte inserita nei circoli militari e diplomatici.

 

"Sono stati lanciati tre missili del sistema missilistico antiaereo S-400. Tutti hanno colpito con successo gli obiettivi designati", ha detto la fonte.

 

Considerati i più avanzati nel loro genere, i missili terra-aria (SAMS) S-400 sono il più moderno sistema missilistico terra-aria a lungo e medio raggio, progettato per rilevare e distruggere aerei e missili da crociera e balistici, pur essendo in grado di distruggere installazioni a terra.

 

In precedenza, come riportato da EurAsian Times che citava più fonti, la Turchia avrebbe testato i sistemi di difesa aerea S-400 contro caccia F-16 sviluppati dagli Stati Uniti. Secondo diverse fonti, i sistemi di difesa aerea S-400 schierati nella base aerea di Mürted vicino ad Ankara sono stati testati su caccia F-16 Viper e F-4 Phantom II di fabbricazione statunitense.

 

L'area vicino alla città costiera di Sinop è stata limitata dall'avviso sullo spazio aereo turco o NOTAM per i test di venerdì (16 ottobre) che includeranno un test radar e forse un fuoco vivo per sei ore.

 

Agli aeromobili è stato consigliato di evitare l'area di prova fino a un'altezza di 200.000 piedi (61.000 metri). Ankara aveva già emesso un avviso marittimo denominato NAVTEX per l'addestramento al tiro e altri due per l'addestramento militare, che si terrà da venerdì a sabato (17 ottobre).

 

Adesso si attendono eventuali reazioni da Washington. Gli USA avevano minacciato sanzioni nel caso la Turchia, già estromessa dal programma F-35, avesse messo in funzione il sistema antimissile di produzione russa. Secondo gli statunitensi i sistemi non sarebbero compatibili con i sistemi di armamento in dotazione alle forze NATO e inoltre rappresenterebbero un rischio per i caccia stealth F-35 di produzione statunitense. A Washington temono che i sistemi russi possano ‘rubare’ informazioni sulle tecnologie utilizzate sui caccia. 

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