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L’Arabia Saudita renderà il Qatar un’isola

 


di Fabrizio Chevron


Nel giugno 2017 Arabia Saudita e alleati (Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Egitto) hanno dato il via ad un pesante boicottaggio ai danni del Qatar, imponendogli diverse restrizioni e provocando una grave crisi regionale che dura tutt’oggi.
 

I quattro paesi hanno inviato diverse richieste al piccolo emirato che se rispettate avrebbero, secondo loro, portato a un miglioramento dei rapporti diplomatici.


Al sovrano qatariota è stato consigliato di rivedere i suoi rapporti con Turchia e Iran, chiudere l’emittente televisiva al-Jazeera e bloccare il finanziamento di entità terroristiche.

Richiesta curiosa considerando che anche i sauditi sono noti sponsor di fondamentalisti islamici (ad esempio vedere qui e qui).

 

Nonostante le minacce il Qatar non ha mai accettato nessuna delle condizioni imposte dai sauditi e la sua economia è addirittura cresciuta nell’ultimo anno, anche grazie agli alleati Turchia e Iran, e ai paesi europei poco convinti dalle strategie di Mohammad Bin Salman.


L’Arabia Saudita ha quindi deciso di alzare la posta e punta a modificare lo status del Qatar da “penisola” a “isola”.

 

 

Ufficiali e media di stato sauditi hanno dichiarato che è intenzione del paese scavare un canale lungo il confine fra le due nazioni.



Le aziende interessate a partecipare all’opera hanno presentato le loro offerte nel giugno scorso e nei prossimi tre mesi l’Arabia Saudita dichiarerà i vincitori dell’appalto.

L’opera, secondo Gulf News, costerà circa 745 milioni di dollari e sarà interamente finanziata da investitori privati sauditi, emiratini e egiziani.

Il canale sarà lungo circa 60 chilometri, largo 200 metri e profondo una ventina di metri.

Costruito interamente in territorio saudita perché il Qatar non possa usufruirne, esso presenterà inoltre alcune interessanti strutture.

Lungo il canale saranno infatti costruite diverse spiagge di lusso, porti civili, una base militare e addirittura un deposito di scorie nucleari.

 

Alcuni media qatarioti hanno bollato l’iniziativa come propagandistica e l’analista Ali Shihabi interpellato dal Washington Post ha ipotizzato che i sauditi stiano semplicemente continuando la loro “guerra psicologica” al Qatar.


In Arabia Saudita sono però convinti che il progetto sarà presto realtà e stando a diverse dichiarazioni i tempi di costruzione dovrebbero essere inferiori a un anno.


Quello che è certo è che la tensione fra Arabia Saudita e Qatar rimane sempre alta, nonostante la mediazione di attori regionali e internazionali, con il rischio di degenerare in futuro in un vero e proprio scontro aperto.

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