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Leader gay russo si dissocia da Yuri Guaiana e denuncia la bufala dei "lager" in Cecenia

 

"Sarebbe interessante sapere cosa sarebbe accaduto a quel gruppo di attivisti negli Stati Uniti. Gli avrebbero sparato direttamente"



da Premio Goebbels per la disinformazione
 

Nikolai Alexandrovich Alexeyev, leader di GayRussia.ru (ma come, esistono organizzazioni Lgbtq legali nella Russia del "dittatore omofobo" Putin?) si dissocia dalla vicenda che ha visto protagonista Yuri Guaiana, l'attivista italiano fermato ieri a Mosca e poi rilasciato dopo poche ore. Alexeyev ricorda il trattamento che egli stesso ha subito, in un caso analogo, dalla polizia della "democratica" Francia. E poi chiude: "Sarebbe interessante sapere cosa sarebbe accaduto a quel gruppo di attivisti negli Stati Uniti. Gli avrebbero sparato direttamente". 

GayRussia.ru è, tra l'altro, l'organizzazione che ha denunciato la bufala dei "campi di sterminio per omosessuali" in Cecenia ed ha querelato Novaya Gazeta, il quotidiano che per primo l'ha diffusa. Ha chiesto ed ottenuto anche la rimozione di foto fuorvianti, decontestualizzate ed addirittura false, utilizzate da media online e siti di petizioni per "dimostrare" l'esistenza di quei presunti lager. Alcune di tali immagini ritraevano lo stesso Alekseev o, addirittura, gruppi di neonazisti russi repressi dalla polizia durante manifestazioni omofobe! 

 

Ricordiamo che Guaiana si trovava a Mosca proprio per presentare una raccolta di firme a supporto della suddetta fake news sulla Cecenia.

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