L'Economist e la pietra tombale dell'UE in un grafico

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L'Economist Data Team in un solo grafico certifica il completo fallimento delle politiche economiche europee: nel 2000 41 delle prime 100 aziende al mondo erano europee. Oggi, nel 2021, solo 15. 

 

 

Il fatto è che questo grafico mostra il paradosso delle politiche europee focalizzate sul  sostegno a  Big Business ma i cui risultati sono platealmente disastrosi. Perché? Per parere mio è semplice, perché abbiamo voluto competere sull'abbattimento dei costi imponendo per 20 anni politiche deflazionistiche spaventose grazie a vincoli di bilancio deliranti che ci hanno di fatto messo in concorrenza con il Bangladesh e altri paesi in via di sviluppo nella produzione di beni “maturi” anziché puntare sulla ricerca scientifica e dunque sull'innovazione di prodotto soprattutto quando erano disruptive ovvero in grado di cambiare il mondo (nel bene o nel male è altro discorso) come per esempio tutto ciò che è legato all'Informatica.

Tenere alla fame i nostri laureati in Europa – in particolare quelli italiani che di gran lunga affrontavano il percorso di studi più difficile in Europa - non è stato un buon affare, ecco le conseguenze: stiamo retrocedendo a zona economica di seconda fascia, inabile a competere, inabile a innovare. Questa situazione dimostra anche la completa inadeguatezza della nostra élite dominante anche in teoria economica (Scumpeter, questo sconosciuto).

Gente come Mariotto Draghi, la Merkel e compagnia suonante sono solo degli inetti che hanno sbagliato tutto. Questi idioti non capiscono nulla, non sanno nulla, sono solo interessati a mantenere il potere a qualunque costo. I dati sono lì a dimostrarlo.  I loro titoli altisonanti sono solo titoli di cartone che attestano la loro appartenenza di classe. Ma non sanno di cosa parlano. Ma che ci sei andato a fare al MIT se non riesci a capire l'importanza dell'Innovazione? Innovazione che non si fa affamando le forze nuove e favorendo gli amichetti del quartierino buoni a spendere i soldi dello stato in yacht, vacanze e puttanate varie. Con chi volevi competere Mariotto, con il tuo compagno di scuola Montezemolino? Il capitalismo funziona (e tu sei un capitalista convinto) solo se c'è competizione, quando si favorisce sfacciatamente un élite che è ricca solo per diritto di nascita siamo alla corte del Re Sole a Versailles con i nobili con le culottes, la parrucca e la cipria. Il capitalismo nel bene e nel male è un'altra cosa.

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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