Liberal-Autocrazie

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I sistemi di governo delle democrazie liberali, sempre più eterodiretti da forze economiche che hanno ridotto il politico a semplice amministrazione degli interessi, si vanno trasformando in qualcosa di molto simile ad una gestione autoritaria. Che sia la mano invisibile del mercato come si diceva una volta o il pilota automatico degli ultimi tecnocrati, tutte queste forme hanno subito, specialmente negli ultimi anni, una modificazione che mal sopporta la tradizionale ripartizione dei poteri.

Competenze ed influenze dal basso infastidiscono i decisori, pertanto gli esecutori, i cd. professionisti della politica, debbono fare di tutto per rendere accettabili ai sottoposti le scelte operate.Decisioni, che appunto avvengono al di fuori delle stanze adibite alle discussioni, luoghi di ratifica di provvedimenti economici (i trattati commerciali), militari (le guerre della Nato) ecc.

Assistiamo alla decadenza di un potere che veste i panni della legalità per mascherarne la crescente delegittimazione.Le ripercussioni di questo travaso del potere vedono come soggetto destinatario la collettività, emarginata nel ruolo di spettatore-osservante.Anche quei principi alla base della convivenza, il pluralismo, l'accettazione delle idee altrui, vengono ribaltati assumendo un significato diverso. Lo stesso concetto di tolleranza oggi ha un significato diverso.

Non è più la tolleranza di cui parlava Voltaire, un mezzo per superare le barbarie, ma è sinonimo di un atteggiamento di passiva accettazione del pensiero liberale.Tutto questo implica una rinuncia, un arretramento, che a sua volta rinforza il potere espressione di quel pensiero, che si consolida. E diviene unico. Ed ancora, in ossequio a quella concezione,  se per tanto tempo l'individuo era messo al primo posto, in posizione di privilegio rispetto ai diritti del pubblico, come è stato possibile sacrificarne le aspettative durante lo stato di emergenza degli anni del covid? Un liberalismo quindi che tende a servirsi dell'individuo, ed assumendo aspetti autoritari viene a produrre uniformità nell'obbedienza.

Allora, cosa ne è di quella libertà tanto decantata? Se essere liberi, vuol dire muoversi in autonomia, battersi per la conoscenza, avvicinarsi alla verità, in che modo oggi questa libertà si manifesta?

Quando le istituzioni piegano il consenso attraverso tecniche raffinate di manipolazione, se le questioni di campo impongono delle scelte storiche, decidere da quale parte stare (la lotta contro il male assoluto è il classico slogan da recuperare per giustificare i conflitti, come l'ultimo in Ucraina), di pari passo viene a diffondersi quel concetto puramente astratto che parla di bene comune.

Predeterminare il racconto.Ordinare il vissuto; modellare i comportamenti.

Dominio e subalternità.Assuefazione alla narrazione persuasiva, che acquisisce razionalità.Le rarissime volte in cui i guerrafondai occidentali hanno pronunciato la parola pace sembrava di leggere le pagine di Orwell: "per raggiungere la pace bisogna armare l'Ucraina" al pari di "la guerra è pace" in 1984.

Trasformismo di un potere sempre più multiforme che parte da un centro storicamente identificato fino a ramificarsi giungendo altrove.Oltrepassando gli spazi di sua competenza, gli ambiti che gli appartengono in un processo mutevole ed adattante.

Sconfinamenti in grado di produrre nuove schiavitù.Verità precostituite da istituzioni depoliticizzate.Amministratori delle opinioni altrui.

All'interno dei sistemi totalitari l'accentramento (e il controllo) dei poteri rendono unica l'ideologia. Bisogna conformarsi pena l'isolamento.Il dissenso diventa un crimine da estirpare perchè nuoce all'autorità, e da espiare nelle forme dure della detenzione e della violenza sui corpi e sulle menti.

Nei sistemi liberal invece viene accettata la passività.Il verbo è quello degli adepti del mercato, che si dicono "democratici" fino a quando non interviene un esterno che ne sollevi le contraddizioni. Tutte le volte che a qualcuno è venuto in mente di rivendicare il riconoscimento dei diritti sociali, politici e civili, addirittura spingendo la lotta sul terreno del possibile mutamento dell'ordine vigente, o più semplicemente del compromesso con quel sistema, la risposta liberal è stata quella dell'utilizzo dei dispositivi ad uso e consumo degli apparati totalitari: forze di polizia; emanazione di fattispecie delittuose (o l'inasprimento di quelle esistenti).

Al pari delle autocrazie le liberal democrazie fanno utilizzo di ogni prerogativa idonea a mantenere quel determinato ordine.

E la massa indistinta dei sudditi soggetti a quella spoliticizzazione che li ha resi ubbidienti, sopporta.

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