Memoria. 27 giugno 2014, Robert Fisk: I “moderati” in Siria sono i terroristi che combattono in Iraq

Quando avvengono fatti sanguinosi come quelli di Parigi, è utile e doveroso l'esercizio della Memoria. L'Isis non aveva ancora sfondato in Siria, quando il celebre reporter di guerra, Robert Fisk, scrisse questo articolo, stimolato dalla notizia della concessione di 500 milioni di dollari ai "ribelli moderati" da parte del Presidente USA, Barack Obama. Ecco, quindi, una chiave per scoprire come e quando l'Isis si è rafforzato.

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Memoria. 27 giugno 2014, Robert Fisk: I “moderati” in Siria sono i terroristi che combattono in Iraq

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Robert Fisk - The Independent
 
«Beh, Dio benedica Barak Obama. Ha trovato alcuni ribelli “moderati” in Siria. Così “moderati” da fornirgli armi, addestramento e 500 milioni di dollari. Il Congresso degli Stati Uniti vuole armare questi valorosi “combattenti per la libertà”, ha detto Robert Fisk, in un recente articolo sul quotidiano britannico The Independent.
«Chi sono questi ribelli “moderati”che Obama vuole addestrare e armare? Egli non li nomina e non può perché i “moderati” originali, ai quale gli Stati Uniti hanno promesso fondi (con l’aiuto della CIA, gli inglesi, Arabia Saudita, Qatar e Turchia) sono membri del cosiddetto “Esercito siriano libero” composto principalmente da disertori delle forze armate siriane. L’ESL, amato da John McCain fino a quando non si scoprì che uno dei suoi combattenti con il quale si fece una foto era un membro di Al Qaeda, si è dissolto».
«I suoi uomini si sono ritirati, si sono arruolati con Al Nusra o nell’Isis o sono tornati nell’esercito governativo ed hanno preso nuovamente le armi a sostegno di Assad».
«Si dice che i “combattenti per la libertà” non hanno ricevuto abbastanza armi. Ora ne avranno di più. E non c’è dubbio che le venderanno, come hanno fatto prima».
«Date ad un uomo dell’Esl – nel caso lo incontraste – un missile antiaereo e ve lo venderà al miglior offerente. In tutte le guerre civili che ho coperto non ho mai visto una pistola nelle mani di una milizia che non l’avesse acquistata da qualcun altro. In un’intervista umiliante per il nostro ministro della difesa a Channel 4, ha ammesso che le armi consegnate ai ribelli siriani erano finite nelle mani dei “cattivi”. Come si fa a controllare tutti quelli a cui viene consegnata un’arma? Si deve inviare un drone personale per controllare che non le venda?»
«I “moderati” siriani sono gli stessi che ora minacciano lo Stato iracheno. E per rendere le cose più confuse, Maliki ha ringraziato i ragazzi di Assad per gli attacchi aerei contro i nemici ribelli sul confine siro-iracheno, il che significa che la Siria e l’Iraq sono “amici”. L’esercito siriano utilizza aerei russi e sta combattendo lo stesso nemico dell’esercito iracheno che sarà presto rafforzato anch’esso da aerei russi».
«Alcuni siriani sospettano che Obama abbia cucinato un mezzo piano: armare i ribelli siriani per combattere i ribelli islamici pro-Al Qaeda… Il problema è che Obama deve fare questo senza rivelare che la battaglia di Siria e Iraq contro i wahhabiti è unica ed è la stessa», ha concluso Fisk.
 

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