Quello che dice la Cia sull'"agente di Hitler" Stepan Bandera

Quello che dice la Cia sull'"agente di Hitler" Stepan Bandera

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La CIA nel gennaio del 2020 ha pubblicato documenti d’archivio sul suo sito Web relativi alla Seconda Guerra Mondiale. Tra questi anche un agglomerato aggiuntivo di quattro pagine di un articolo della rivista “Socialist Herald”, che veniva pubblicata in Germania, Francia e Stati Uniti negli anni 1921-1965. L’articolo intitolato “Stepan Bandera e lo stato ucraino del 1941”, è datato 1951. Sul documento pubblicato c’è la nota “Per uso di servizio”.

 

di Mariya Bondarenko, Lyubov’ Poryvaeva

 

La rivista “Socialist Herald”, che conteneva questo articolo, fu pubblicata nel 1951 a New York e a Parigi. Questa rivista veniva pubblicata all’estero dai sostenitori della fazione menscevica nel Partito Socialdemocratico Russo (Rossijskaya Social-Demokraticheskaya Rabochaya Partiya, RSDRP), che lasciò l’Unione Sovietica dopo la scissione dai bolscevichi. Una copia dell’articolo disponibile al pubblico è stata aggiunta ai documenti archiviati, classificati come fonte di ulteriori informazioni sulla figura di Stepan Bandera. Il sito web della CIA ha pubblicato altri documenti relativi alla figura del nazionalista ucraino.

L’articolo inizia: “Il 30 giugno 1941, il fascista ucraino e agente professionista di Hitler Stepan Bandera (che in Germania era contrassegnato come agente  “Console 2”) ha proclamato la ricostruzione dello stato dell’Ucraina occidentale a Leopoli. Lo stesso giorno è stato formato il cosiddetto “governo statale”, guidato dal vice di Bandera, Yaroslav Stetsko in qualità di primo ministro”.

L’autore dell’articolo osserva che “a quel tempo le forze d’occupazione tedesche avevano bisogno di agenti e informatori” e Bandera “con grande zelo si mise a seguire le istruzioni di Hitler sotto la direzione di un uomo, che era contemporaneamente uno dei principali direttori dell’intelligence di Hitler”. “In sole cinque settimane di esistenza dello “stato” di Bandera, furono annientati più di 5 mila ucraini, 15 mila ebrei e qualche migliaia di polacchi”.

“Questo è un racconto sulla “fugace festa” di Bandera, che i suoi seguaci stanno cercando di presentare come una pagina gloriosa ed eroica nella storia del movimento di liberazione ucraino. In effetti, sarebbe meglio, soprattutto per i sostenitori di un’Ucraina libera, cancellare dalla storia …. questo episodio fascista che ha portato all’Ucraina nient’altro che vergogna e sofferenza”, si dice alla fine dell’articolo.

Sul documento, che contiene una copia dell’articolo, c’è una nota che afferma che è stato declassificato “in conformità con la legge sulla divulgazione dei crimini di guerra nazisti”.

Sul sito web della CIA si afferma che i documenti relativi alla Seconda Guerra Mondiale furono declassificati dal governo degli Stati Uniti dagli anni ‘60 agli anni ‘90. Stiamo parlando di oltre 8,5 milioni di pagine di vari documenti. Successivamente, i documenti furono ripetutamente richiesti dal Congresso, dai pubblici ministeri, dagli storici e dalle vittime dei crimini di guerra. “Questa informazione versa un’importante luce storica sull’Olocausto e su altri crimini di guerra”, si rimarca sul sito della CIA.

Un ricercatore dell’Istituto storico tedesco di Mosca, Sergej Kudryashov, in una conversazione con RBK, ha osservato che la pubblicazione di questo documento dimostra che le autorità statunitensi erano a conoscenza del coinvolgimento di Bandera nei crimini del nazionalismo ucraino e della sua cooperazione con i nazisti. Secondo Kudryashov, l’articolo pubblicato dalla CIA non rappresenta alcun particolare valore storico: “La CIA ha fatto riferimento agli interrogatori degli stessi nazionalisti ucraini, soldati e ufficiali tedeschi, quindi la CIA non aggiunge nulla di radicale, ma conferma solo fatti già noti”.

P.S. Nella foto in alto seguaci di Bandera manifestano a Kiev

 

Fonti:

https://www.rbc.ru/politics/24/01/2020/5e2a45ca9a794749f033da62?utm_referrer=https%3A%2F%2Fzen.yandex.com%2F%3Ffrom%3Dspecial&utm_source=YandexZenSpecial

https://medium.com/@iambilchuk/why-did-the-us-cia-publish-an-article-about-stepan-bandera-5121de535e95


Traduzione di Eliseo Bertolasi per Controinformazione.info

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