Roger Waters ribadisce il suo sostegno al Venezuela contro il golpe USA: «Regime change per per facilitare l'adozione di politiche neoliberiste»

Roger Waters ribadisce il suo sostegno al Venezuela contro il golpe USA: «Regime change per per facilitare l'adozione di politiche neoliberiste»

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Il fondatore ed ex membro della band britannica Pink Floyd, Roger Waters, è tornato a far sentire la sua voce a sostegno del Venezuela e del governo del presidente Nicolás Maduro di fronte alle minacce di un intervento militare da parte degli Stati Uniti (USA).

 

Attraverso i social network, il cantante britannico ha pubblicato una foto e una frase di Simón Bolívar sul ruolo della nazione nordamericana rispetto ai suoi vicini: «Gli Stati Uniti sembrano destinati dalla Provvidenza, a infestare l'America con la miseria nel nome di libertà».

 

Waters con quest’ulteriore intervento ha rimarcato la sua contrarietà verso l’interferenza del governo di Donald Trump negli affari interni del Venezuela.

 

L’icona della musica rock ha inoltre denunciato come in seguito al suo schierarsi in sostegno del Venezuela sia stato investito dal solito fuoco di critiche che colpisce chiunque osi parlare a sostegno del popolo venezuelano e del suo legittimo governo. 

 

Così Waters coglie l’occasione per rispondere a chi gli chiedeva di leggere la lettera di «giovane signora di nome Adriana Kohlhofer» indirizzata a vari deputati USA di tendenza socialista. 

 

«Una polemica appassionata a sostegno delle sanzioni statunitensi e di altri tipi di intervento in Venezuela, che si spera portino a un regime change», scrive Waters, «regime change per facilitare l'adozione delle politiche economiche neoliberiste, compreso il ritorno dell'industria petrolifera venezuelana a mani private. È una vecchia, vecchia storia, che abbiamo già sentito. La mia visione personale è che le entrate petrolifere dovrebbero continuare, per quanto possibile, a beneficio del popolo venezuelano attraverso l'industria nazionalizzata creata da Hugo Chavez, eroe della rivoluzione». 

 

Il musicista britannico coglie l’essenza della questione meglio di tanti giornalisti, politici e analisti che si limitano a ripetere, senza fornire alcuna prova concreta a supporto, le fallaci menzogne propalate da chi ha l’unico obiettivo di rovesciare Maduro per appropriarsi delle risorse naturali del Venezuela. 

 

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