Sergio II: il parere del popolo minuto annullato dalle elite dominanti

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Sergio II: il parere del popolo minuto annullato dalle elite dominanti

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Inutile girarci attorno, il grande vincitore dell'elezione presidenziale è il PD e il suo Segretario Letta Jr.

Hanno affondato tutti, perchè il Quirinale non si cede, anche se non hanno i voti.

Il perdente assoluto è Matteo Salvini, questo è chiaro.

Sia chiaro, il PD non è un partito politico, ovvero una comunità di donne e uomini accomunati da un idea. Il PD è semplicemente il nuncius dell'élite dominante: Confindustria, Associazione Bancaria, alte burocrazie dello stato, Unione Europea, Nato...cito in ordine sparso non per importanza.

Semplicemente queste élites hanno detto che il parere del popolo minuto non conta un cazzo sul Quirinale che controlla magistratura, forze armate, servizi segreti e da le carte per fare il governo (si lo so, la costituzione formale non dice questo, ma nella seconda repubblica quella sostanziale sì).

Semplicemente le élites quel palazzo non sono disposte a cederlo, costi quello che costi. Ora però si badi bene, nel prossimo discorso al Parlamento del Sergio II da Palermo vi sarà il germe della contraddizione.

Immagino che il Monarca farà ampio uso di retorica europeista e atlantista.

C'è solo un problema: la storia dice ora che essere atlantisti significa essere antieuropeisti e viceversa.

Sergio II dovrà scegliere da che parte stare. E ogni scelta (anche silenziosa e non dichiarata) avrà conseguenze. Pesantissime. Il problema dell'Italia è che abbiamo una élite vecchia, forse non pienamente cosciente delle sfide e dei rischi e dove la vecchia strategia arlecchinesca (servitù verso due padroni) non funziona.

Non sarà certo Mattarella a risolvere questo problema.

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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