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Venezuela: la farsa degli aiuti umanitari come pretesto per l'intervento militare

 


di Fabio Marcelli

Secondo qualche malizioso prevenuto a Donald Trump non interessa un tubo del popolo venezolano ma il circo mediatico che si sta allestendo alla frontiera con la Colombia sembrerebbe piuttosto destinato a fornire un viatico a un disastroso intervento militare, secondo il modello già sperimentato in Iraq e Libia. Si tratta ovviamente dei soliti faziosi ed antidemocratici i quali, non contenti di avere condotto allo sbando e alla fame uno Stato un tempo prospero,vorrebbero negare allo zio Sam il suo sacrosanto diritto di invadere le sue colonie od ex-colonie situate nel cortile di casa. 

Si tratta ovviamente di una fake-news. Tutti sanno che Guaidò è l'autentico leader del popolo venezolano e non un ragazzotto fascistoide allevato dalla Cia e proclamato da Trump e, sulla sua scia, da alcuni Stati latino-americani ed europei, presidente del Venezuela al posto di Maduro, le cui elezioni, svoltesi nel maggio passato, non vanno bene per il semplice motivo che lo stesso Maduro non offre alcuna garanzia agli Stati Uniti e alla Exxon Mobil di continuare a sfruttare indisturbati le ricchissime risorse venezolane in termini di petrolio, coltan, oro e molto altro. Meglio un pollo di allevamento come Guaidò, e gli Stati Uniti, come ha dichiarato senza mezzi termini Bolton, potranno finalmente rimettere le mani sulle principali riserve di petrolio del mondo e su molte altre ricchezze. 

Appare invero strano che le grandi risorse messe in campo dagli Stati Uniti per il "soccorso umanitario" siano pari a una piccola parte di quanto ogni giorno lo Stato venezolano eroga al suo popolo mediante il servizio di distribuzione di alimenti CLAP. Che solo i compensi attribuiti ai musicisti che si sono prestati al concerto organizzato dal britannico Richard Branson in appoggio all'intervento siano pari a 70 milioni di dollari, ovvero più del triplo della somma (20 milioni di dollari) cui ammonterebbero gli aiuti. Che la Croce rossa internazionale abbia smentito che si tratti di aiuti umanitari nel senso proprio del termine, dato il loro carattere strumentale.
Che in queste ore il governo spagnolo, grande sostenitore di Guaidò, abbia sequestrato sul suo territorio 590 chili di medicinali per malattie croniche in provenienza dall'Iran destinati al Venezuela. Le umanitarie potenze occidentali con una mano soffocano e affamano il popolo venezolano, con l'altra elargiscono generosamente qualche briciola di aiuti umanitari per ottenere la copertura a un intervento militare condotto con grande dispiego di mezzi bellici e con il prevedibile risultato di un numero indeterminato di vittime.

La marionetta statunitense Guaidò ha dichiarato che il sangue versato domani in Venezuela costituisce un "investimento per il futuro". Questo significa che non tanto lui quanto i suoi padroni e manovratori hanno messo in conto che molto sangue sarà sparso. 

In queste ore gli Stati Uniti e i loro alleati stanno ammassando truppe e strumenti di morte al confine. Una nuova tappa dei crimini imperiali che si sta purtroppo portando a termine senza che la comunità internazionale e, meno che mai, l’Europa, complice fino in fondo di Trump nonostante qualche tardiva dissociazione della Mogherini, abbia saputo opporre, alla follia delle armi, la forza della pace e del dialogo.

L’unica speranza è che l’eroica resistenza del popolo venezolano fermi l’aggressione criminale e restituisca la parola ai negoziati e al dialogo. Ma purtroppo gli Stati Uniti hanno capito che quest’ultimo terreno, come pure quello della democrazia, elettorale o di altro genere, è loro chiaramente sfavorevole e per questo stanno operando consapevolmente e lucidamente per la guerra. Oggi Stranamore Trump, che lacera la democrazia e lo Stato di diritto sul piano interno statunitense come su quello internazionale, può essere ricondotto alla ragione e sconfitto solo dalla mobilitazione dei popoli, in aperto contrasto con la colpevole complicità dei governi occidentali, con la parziale eccezione di quello italiano.
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