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Dopo JP Morgan, FMI ora Confindustria con le "riforme" Renzi: "Non sono sostegni, sono prese di possesso"

 

Padroni e banchieri vogliono una costituzione che serva a distruggere ciò che resta dei diritti sociali e del lavoro. La CGIL dov'è?



di Giorgio Cremaschi

La Confindustria di Boccia entra prepotentemente in campo a sostegno della controriforma della Costituzione. Non è un accodarsi a Renzi ma un reclamare il proprio ruolo.

Sergio Marchionne da Confindustria è uscito, ma è il nume ispiratore di questi padroni e non solo di loro. La sua linea antisindacale in Fiat nel 2010 ha anticipato la politica di Renzi, che gli è debitore ben più di quanto pubblicamente già sia riconosciuto. 
 
La Confindustria costituente di Boccia segue il pronunciamento del 2013 della Banca Morgan contro le costituzioni antifasciste e quello recentissimo del FMI a favore delle "riforme" di Renzi. Non son sostegni, sono prese di possesso.

Padroni e banchieri vogliono una costituzione che serva a distruggere ciò che resta dei diritti sociali e del lavoro.


Vogliono continuare sulla linea di ciò che , dopo Renzi in Italia, sta facendo Hollande in Francia con il sostegno esplicito della Unione Europea. 

Non credo che ci sia bisogno ci sia bisogno di altro per definire la costituzione di Renzi come la costituzione dei padroni.

Eppure la Cgil non è neppure riuscita a schierarsi per il No al referendum e balbetta critiche confuse e impotenti come Bersani.. 

La Francia insegna che per contrastare i padroni ed i loro governi ci vogliono sindacati che facciano il loro mestiere. L'arroganza di Confindustria continuerà sfacciatamente, finché si troverà di fronte la passività ed il collaborazionismo di Cgil Cisl Uil .
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