Adriano Sgrò (Democrazia e Lavoro CGIL): «Dichiarare lo Sciopero generale contro la manovra»

Adriano Sgrò (Democrazia e Lavoro CGIL): «Dichiarare lo Sciopero generale contro la manovra»

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Intervista ad Adriano Sgrò, 56 anni, di origini siciliane, impiegato al Comune di Milano, laureato in Scienze Politiche con tesi in “Legislazione del lavoro sul sindacato nei Vigili del Fuoco”, precedentemente segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil, oggi è il coordinatore di Democrazia e Lavoro, area interna del sindacato, spesso critica con la linea di Landini.

 

L'Intervista

 

Giorno 4 novembre la Cgil deciderà se proclamare lo sciopero generale, anche se finora pare prevalere la linea morbida: con il Consiglio dei Ministri che già  ha approvato il testo della legge di Bilancio, non c’è comunque il rischio di arrivare tardi a una mobilitazione così ampia? 

Il mondo della rappresentanza sociale è chiamato ad una svolta coerente rispetto allo smottamento democratico e sociale del paese, anche per dare senso di realtà alla narrazione di un paese che cresce al ritmo del 6%- sono queste le previsioni di crescita per i prossimi mesi- e continua a registrare delocalizzazioni, licenziamenti , aumento delle disuguaglianze, salari bassi, precariato e blocco dei contratti. L’urgenza della fase non può essere quindi ansia, ma la meticolosità delle nostre argomentazioni non può divenire un ostacolo  per una mobilitazione di carattere generale che sfoci nello sciopero. Semmai, certa animosità dovrebbe caratterizzare il bisogno che le Piazze siano percorse all’insegna delle rivendicazioni dei lavoratori e dei pensionati nel solco della tradizione dei movimenti sindacali  di lotta del passato. Se l’impostazione delle lotte è questa e se la prospettiva di durata è quella del cammino lungo, io credo che si faccia bene a dichiarare lo Sciopero generale contro la manovra e che si dica che sta per compiersi l’ennesimo regalo nei confronti delle imprese. Come Democrazia e Lavoro sosterremo questa linea nella prossima Assemblea generale del 4 di Novembre.

 

Nel frattempo la Fiom ha già anticipato lo stesso suo ex segretario Landini , portandosi avanti annunciando otto ore di sciopero e dichiarandosi pronta a mobilitarsi da sola...

I metalmeccanici hanno urgenze pressanti. precedenti il disegno della Legge di Bilancio e hanno fatto bene ad evidenziare che nello stesso Pnrr non sono previsti stanziamenti adeguati alla necessità della rifondazione di un sistema di produzione che crei lavoro di qualità nel rispetto dell’ambiente. La Fiom sa bene che i rischi di una totale destrutturazione dei processi industriali attraverso delocalizzazioni e chiusure di importanti aziende comporterebbe risvolti negativi per ampi settori del lavoro privato. La Legge di Bilancio, quindi, è un detonatore che rischia di fare esplodere le contraddizioni di un paese che nonostante abbia ricevuto dall’Unione Europe la fetta più alta di aiuti , non riesce a significare anche in forma germinale una prima inversione di tendenza rispetto alle disuguaglianze conosciute in questi anni. Le risorse vanno sempre nella stessa direzione e i poveri sono sempre più poveri. Così è nel mondo del lavoro.

 

Come Democrazia e Lavoro che percorso vorreste fosse imboccato dalla vostra compagine sindacale ?

Si tratta di fare un lavoro determinato e consapevole per il rilancio della nostra azione di sindacato di classe e della rappresentanza. Dobbiamo impegnarci dentro la Cgil affinché l’iniziativa punti alla mobilitazione generale e alla connessione di tutte le lotte del paese. Dobbiamo scommettere sul conflitto, non solo quale strumento di accrescimento della protezione e della mediazione di interessi, ma più semplicemente per indirizzare la mobilitazione sociale verso obiettivi chiari e di matrice classista e lavori sta. Non abbiamo in questo caso né tanto tempo né tante opzioni ed una linea di galleggiamento farebbe male non solo alla Cgil ma a tutti i nostri rappresentati. In questi termini stiamo discutendo con altre Compagne e altri Compagni della Cgil e siamo sicuri di poter fornire un contributo programmatico per il futuro della Cgil.

 

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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