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Audizione HRW. Tutto il repertorio di fake news contro il Venezuela arriva alla Camera dei Deputati

 

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Il Pd non perde mai occasione per confermarsi il peggior partito italiano. Vale per la politica interna e soprattutto per quella internazionale. 

Da quando è vice-ministro degli esteri e presenzia il famigerato Gruppo di contatto creato dall'Unione Europea, Marina Sereni, in pochi mesi, ha già vanificato la dignitosa posizione del governo Conte 1 sulla crisi in Venezuela, agendo di fatto come una nuova portavoce del golpista fascista autoproclamato Juan Guaidò. E ora, a peggiorare ulteriormente le cose, Piero Fassino, da neo presidente della Commissione esteri della Camera dei Deputati, ha deciso di mettere in scena una vergognosa campagna di diffamazione contro la Repubblica bolivariana, organizzando un’audizione, nella giornata di ieri giovedì 15 ottobre, della pluri-screditata ONG Human Rights Watch.

Organizzazione presentata dallo stesso Fassino in modo tragi-comico come “associazione che non prende finanziamenti da nessuno Stato e che valuta con attenzione le sue donazioni.”
  
Lasciando da parte il cabaret, le istituzioni italiane sono state in balia di oltre un’ora (a salvarle solo un pessimo audio che fortunatamente rendeva a tratti  impossibile il collegamento) delle menzogne di Josè Miguel Vivanco, responsabile HRW dell’America Latina, e Tamara Taraciuk Broner, “esperta” della situazione in Venezuela per la ONG. Per gettare fango sul governo di Caracas e fare da testa di ponte per l’imperialismo più brutale, i due hanno rispolverato tutto l’armamentario di bufale sparate dal mainstream internazionale contro un paese che non si piega nonostante la multiforme guerra che gli viene mossa da praticamente tutti i paesi del cosiddetto mondo occidentale. L'inizio è tragicomico come la presentazione di Fassino. "E' vero ci sono violazioni dei diritti umani anche in Colombia...", ma il regime di estrema destra di Duque' è un alleato dei nostri padroni a Washington e quindi la "pressione più forte possibile" si deve esercitare contro il Venezuela.
 

Dai diritti umani violati, ai prigionieri politici, la libertà di parola e stampa, l’economia e il Covid, HRW riprende tutte le fake news maggiormente utilizzate per lanciare strumentali attacchi contro Maduro e il suo governo. Vi abbiamo già parlato della menzogna clamorosa sul Covid e Venezuela da parte di Hrw e non torneremo neanche sulle fake news dei “prigionieri politici”, “repressione del regime” e “giornalisti censurati”: chi segue l’AntiDiplomatico ha tutti gli anticorpi necessari perché conosce la guerra economica, psicologica, mediatica (e di Ong al soldo dell’imperialismo Usa) che subisce il Venezuela tra colpi di stato, blocchi economici, autoproclamazioni di fantocci degli Stati Uniti e Guarimbas.
 
 
Due aspetti però devono essere sottolineati e rimarcati per comprendere la malafede di personaggi che hanno come unico obiettivo quello di coprire i crimini dei loro padroni di Washington e che utilizzano politici conniventi come Fassino per creare le condizioni di una nuova guerra.
 
 
Non una solo parola, neanche per dignità minima intellettuale, utilizzano Vivanco e Taraciuk sulla guerra economica, il blocco totale che il Venezuela subisce per le barbarie imposte da Usa e Ue. Come sottolineato da William Castillo all'AntiDiplomatico questi assedi di stampo medioevale sono costate al Venezuela il 99% degli ingressi annuali. Il 99%!! Che cosa avrebbe fatto qualunque paese europeo con cifre del genere? Che crisi umanitaria ci sarebbe stata in Italia con il 99% di ingressi annuali in meno per un blocco totale contro il nostro paese? Per comprenderne la portata reale di quello che sta accadendo in  Venezuela vi consigliamo la lettura di questo straordinario approfondimento di Mision Verdad.
 

Secondo aspetto. Il riferimento al rapporto ampiamente denigrato e smentito di pseudo “esperti” e neanche una parola sull’ultimo rapporto ufficiale delle Nazioni Unite con un Rapporteur che è stato per settimane e fisicamente in Venezuela e non ha raccolto i dati sulle fake news di Ong come HRW.  

Sulla crisi in Venezuela nessuno più di Alfred de Zayas, laureato ad Harvard, professore di diritto internazionale a Ginevra dal 2007 e unico rapporteur delle Nazioni Unite in Venezuela negli anni della Rivoluzione bolivariana, può essere una voce attendibile nel marasma di fake news in cui siamo immersi.  “Si tratta di una guerra economica che sta stritolando il paese, causando molta sofferenza tra i più vulnerabili. Come ho scritto nel mio rapporto inviato al Consiglio dei diritti umani, le sanzioni uccidono. Il governo ha difficoltà nell'ottenere l'insulina, le medicine necessarie contro la malaria, i farmaci antiretrovirali, ecc. Le catene di distribuzione dei beni alimentari sono state sconvolte dalla guerra interna condotta dall'opposizione. La maggior parte dell'economia è ancora in mano al settore privato e ci sono stati numerosi casi di accaparramento, con gli alimenti e i medicinali che non vengono distribuiti ai supermercati e alle farmacie ma vengono immagazzinati e poi immessi nel mercato nero. Chi è morto per la malnutrizione o per mancanza di dialisi o altre medicine è morto per colpa delle sanzioni. Questo solleva questioni di responsabilità civile e penale da parte dei paesi che impongono le sanzioni, perché sanno che causeranno morte. È un omicidio premeditato. Non è solo un danno collaterale”. Per poi aggiungere un concetto fondamentale: “La crisi umanitaria è una iperbole. Naturalmente c'è scarsità di beni, ma la causa è come ho spiegato nello sforzo congiunto di Stati Uniti, Canada e Unione Europea per causare il caos in Venezuela, con l'obiettivo di far cadere il governo. Il livello machiavellico di cinismo è senza pari”.
 
 
Dalla nostra intervista, la Commissione Bachelet ha mandato "esperti" ma per un periodo limitatissimo e che hanno prodotto un rapporto farsa. Sempre lo scorso anno, ma nel mese di luglio, per confutare alcune fake news che ritroviamo pari pari nel ‘rapporto’ presentato da HRW abbiamo intervistato l’ex vice segretario dell’ONU, Pino Arlacchi. “Gli errori, le omissioni e le contraddizioni logiche e fattuali, nonché il suo aperto pregiudizio anti-venezuelano, sono eclatanti. Il rapporto ignora le conclusioni di un altro rapporto ONU, prodotto due anni prima dall’osservatore indipendente Alfredo De Zayas, che fa risalire in massima parte alle feroci sanzioni americane l'attacco al benessere, alla salute ed ai diritti fondamentali dei cittadini venezuelani che si è dispiegato dal 2015 in poi, aiutato dalla caduta dei prezzi del petrolio. Le sanzioni sono state e sono il più grande crimine in atto in Venezuela, la maggiore violazione del diritto alla vita, alla salute e alla sicurezza dei suoi cittadini. Non parlare di questa mega-violazione dei diritti umani è disonesto e vergognoso”, ci spiegava Arlacchi.  L’ex vice segretario ONU denunciava anche un modus operandi non cambiato nel tempo. Ossia il redigere rapporti senza aver messo piede nel paese e utilizzando informazioni provenienti esclusivamente da una parte politica. “L’ 82% delle interviste che danno sostanza al rapporto sono state condotte fuori dal Venezuela. Quasi tutte le cifre “sparate” dagli autori sulle presunte enormi violazioni dei diritti provengono da una sola fonte: le NGOs che fanno capo all’ opposizione. Le informazioni provenienti dal governo o da fonti discordanti con la narrativa decisa prima di mettere piede in Venezuela non sono state messe a confronto in modo sistematico. Un minimo di correttezza avrebbe richiesto di mettere a disposizione dei lettori del rapporto anche la versione del governo sugli stessi fatti, e anche sui non-fatti, visto che molti dati sono inventati o grossolanamente esagerati”.
  
Quando si tratta di coprire, avallare e sostenere i crimini di Washington, da Pd a Lega, passando per Fratelli d’Italia sono tutti ben allineati. E da Formentini della Lega che da colonialista di altri tempi afferma tronfio: “da mondo libero non possiamo che combattere questa dittatura brutale non a caso appoggiata da Cina, Russia e Cuba”; al povero Del Mastro di Fratelli d’Italia che rivendica di aver già diffuso tutte le fake news di HRW in tutte le occasioni possibili; per arrivare fino all’imbarazzante Carelli che si “dissocia dal Movimento cinque Stelle” – perché lui si - “ho sempre denunciato anche io le reiterate violazioni dei diritti umani perpetrate da Maduro. Mi impegno per il rinvio delle elezioni del 6 dicembre” – in tanti provano a fare peggio del Pd. Ma senza riuscirvi, perché a fare gli interessi dei crimini degli Usa nessuno è più oliato, esperto e tenace del Pd… e di Hrw.
 
Il 6 dicembre, per buona pace di HRW e degli altri vassalli a stelle e strisce, in Venezuela le elezioni parlamentari si terranno. E si terranno perché come ha scritto il ministro degli esteri venezuelano Arreaza, rispondendo alla sua indegna collega spagnola: “il tempo della nostalgia colonialista è finito.” Almeno in Venezuela - almeno in Venezuela lo ripetiamo - prevale la sovranità, l’indipedenza e l’autodeterminazione del popolo.
 
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