El Salvador, cosa succede?

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Caos istituzionale in El Salvador. L'Assemblea nazionale, controllata da una maggioranza filogovernativa, ha rimosso dall’incarico il procuratore generale Raúl Melara perché ritenuto politicamente vicino a partiti di opposizione al presidente Nayib Bukele, il vero dominus politico della nazione centroamericana, non nuovo a prove di forza istituzionali. In passato non esitò a far irruzione in Parlamento con l’esercito per ‘convincere’ i parlamentari a votare un fondo speciale per la sicurezza da lui voluto. 

Un parlamentare vicino al presidente Bukele, Caleb Navarro, ha presentato la mozione contro Melara, poco dopo la rimozione dei magistrati componenti la corte costituzionale. 

L'iniziativa, che non era all'ordine del giorno e non è stata discussa da nessuna commissione, è stata approvata con 64 voti dai partiti Nuove Idee (NI), Grande Alleanza per l'Unità Nazionale (GANA), Partito Democratico Cristiano (PDC) e Partido de Concertación Nacional (PCN).

I legislatori filogovernativi hanno affermato che "azioni e decisioni con chiare motivazioni politiche" hanno messo in dubbio l'obiettività e l'imparzialità di Raúl Melara come procuratore generale.

Raúl Melara era entrato in carica come procuratore generale nel gennaio 2019 per un mandato di tre anni, con la possibilità di ottenere la rielezione.

Nomina del nuovo procuratore generale

L’Assemblea Nazionale - entrata in carica lo scorso sabato - ha poi nominato Rodolfo Delgado nuovo procuratore generale, mentre il direttore della Polizia Civile Nazionale (PNC) di El Salvador, Mauricio Arriaza Chicas, prendeva il controllo dell'edificio della Corte Suprema di Giustizia (CSJ).

Il procuratore Delgado e i nuovi magistrati nominati dall’Assemblea legislativa sono tutti ritenuti molto vicini al partito Nuevas Ideas. Il partito creato da parenti e amici del presidente Nayib Bukele.

Prima dell’insediamento ufficiale della nuova assemblea, il presidente Nayib Bukele aveva annunciato che ci sarebbero stati profondi cambiamenti nel paese centroamericano.

"Il potere del popolo ora è rappresentato. E quei rappresentanti ora devono soddisfare il popolo. Questo è tutto, si chiama Democrazia", ha affermato Bukele.

Alcuni media e osservatori hanno definito l’azione di Bukele e del suo partito personale come un golpe istituzionale. 

L'FMLN lancia un appello per difendere la democrazia

La Commissione politica del Fronte di liberazione nazionale Farabundo Martí (FMLN) ha rivolto un appello alla comunità internazionale sulla gravità delle misure che la nuova Assemblea legislativa intende adottare, il che costituisce un golpe alla democrazia che si consuma con mezzi legislativi.

Le misure violano le regole essenziali e costituzionali che governano il paese centroamericano dagli accordi di pace, ha indicato l'FMLN.

"Chiediamo alla comunità internazionale di denunciare e accompagnare le denunce sulla difesa delle libertà democratiche che sono apertamente minacciate e violate da questo gruppo di potere che è disposto a distruggere le norme di convivenza pacifica che prevalgono in qualsiasi Stato democratico nel mondo".

Misura incostituzionale

La Camera costituzionale della Corte suprema di giustizia di El Salvador ha dichiarato incostituzionale la rimozione dei magistrati approvata dall'Assemblea controllata dal presidente.

Secondo la dichiarazione, la rimozione dei giudici della più alta corte salvadoregna indica che la decisione dei legislatori viola "la forma di governo repubblicana, democratica e rappresentativa e il sistema politico pluralista" e cerca di sopprimere il controllo giudiziario sui poteri esecutivo e legislativo.

"La mancanza di approvazione da parte del ramo esecutivo non è un motivo per licenziare i giudici costituzionali", sottolinea il testo, che mette in guardia sulla "natura particolarmente grave" di quanto accaduto nella prima sessione della nuova assemblea 2021-2024.

Secondo il presidente Bukele e i suoi sodali la rimozione sarebbe legale e basata sull’articolo 186 della Costituzione. Secondo questo articolo, l'Assemblea può revocare i magistrati per determinate cause, previamente stabilite dalla legge, con il voto di almeno due terzi dei deputati eletti.

Dopo aver appreso la rimozione del gruppo dei magistrati, i settori politici dell'opposizione hanno condannato il provvedimento, definendolo incostituzionale.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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