Ocean Viking, non ha vinto Meloni. Non ha vinto Macron. Abbiamo perso tutti noi

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Ocean Viking, non ha vinto Meloni. Non ha vinto Macron. Abbiamo perso tutti noi

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Mentre assistiamo a reti unificate al teatrino del buonismo, la Francia entra in crisi: la destra francese si risveglia e i rapporti diplomatici tra Roma e Parigi diventano tesissimi, poco tempo dopo la firma dell'assurdo trattato del Quirinale.
 
Non potendo fare la parte della "sovranista" con la NATO e l'Unione Europea - i veri responsabili della crisi economica, energetica e sociale ereditata dai "migliori" - Giorgia Meloni sceglie di dirottare l'attenzione e i "media show" non aspettavano altro. 
 
Ecco in soccorso di tutti gli "sbarchi dall'Africa". 

Nessuno si è chiesto cosa stia succedendo in Libia, a nessuno interessa da dove partano e perché questi nuovi schiavi del maglificio Eldorado europeo.
 
La strategia è sempre quella, la road map la stessa, ma stavolta con una svolta interessante: conosciuta come falsa bandiera, foto opportunity o strategia di distrazione di massa, essa tende a focalizzare l'attenzione dei media "di sinistra" e così tacere sui diritti dei lavoratori, sulle morti sul lavoro, sugli italiani che riducono i consumi di beni di prima necessità, sui giovani che lasciano l'Italia, sul razionamento 
 energetico e su chi non paga più le bollette, sulla a distruzione del tessuto produttivo e socioeconomico a causa di questa co-belligeranza harakiri in una guerra voluta dagli USA e tesa a tagliare i ponti europei con partner alternativi.
 
La Meloni, infatti, (gaffe o non gaffe), costringe la Francia a farsi carico dei migranti della nave Ong Ocean Viking. Secondo quanto è dato sapere dalla stampa francese, nel colloquio tra Macron e la Meloni, a latere dell'incontro a Sharm El Sheik, il presidente francese aveva proposto una soluzione che prevedeva lo sbarco di Ocean Viking in Italia e quindi la presa in carico della maggior parte dei migranti da parte della Francia.

Il Governo italiano ha invece annunciato la disponibilità di Marcon allo sbarco nei porti francesi della Ocean Viking.
 
Ed è scoppiato un casino, per usare un francesismo...
 
Nella foga di fare pagare agli italiani l'aver votato una "fascista", una donna di destra che ricorda tanto la Le Pen nell'immaginario d'oltralpe, Macron ha cercato di prendere la palla al balzo, per umiliare l'Italia, superarla in diritto all'accoglienza, dimostrare quanto la Francia e l'Europa siano nobilmente portatori di buoni sentimenti comunitari..
 
Atlantisti sì, guerrafondai a favore dei neonazisti ucraini certamente, ma (vuoi mettere?) orgogliosamente "antirazzisti" e "antifascisti".
 
Naturalmente i migranti in Francia saranno identificati e rispediti indietro se non rientreranno nelle assurde categorie degli aventi diritto dello status di rifugiato, che viene offerto non perché ci sia veramente una guerra o una dittatura nel Paese di origine, ma per scelte geopolitiche sulle terre da depredare e destabilizzare.
 
Macron viene oggi descritto in Francia, dalla stampa francese, come il perdente della sfida con l'Italia, nemico dei citoyens , alla faccia dell'immagine buonista ed europeista, antifascista, che la Francia voleva contrapporre all'italietta destrorsa.
 
E non solo sui social, che si sono scatenati a coniare hasthag che chiedono le dimissioni di Macron o lo appellano come Macron De La Honte.

Le Figaro lo descrive come perdente, proprio nel momento più drammatico della crisi energetica francese, che ha già costretto a razionare elettricità e riscaldamento nelle scuole, nei luoghi pubblici e privati.

La lotta tra i poveri, usati come strumento di vergognosa propaganda, l'odio, il conflitto orizzontale, la ricerca del capro espiatorio di turno: tutto è funzionale perché non si affrontino le cause, non si rivelino gli interessi in gioco, in Egitto come in Libia, nella colonia Africa oppressa dal Cfa, nelle guerre per procura aizzate per controllare materie prime e canali di passaggio obbligati.
 
Fino ad oggi sono stati ricollocati 38 in Francia, 78 in Germania e 5 in Lussemburgo. 

Sono veramente numeri irrisori, considerando che, solo da luglio 2022, sono sbarcate in Italia circa 62mila persone (90mila da inizio anno).

Ma la segretaria di Stato agli Affari europei, Laurence Boone (la stessa che nelle settimane scorse prometteva di «vigilare» sul rispetto dei diritti in Italia) intervistata da france.info, dichiara che «la fiducia con l'Itallia si è rotta», e conferma il pugno duro alla frontiera, dove oltre ai 500 agenti in arrivo verranno introdotti «controlli molto più stretti e seri», in particolare «il controllo dei passaporti».
 
E così Macron blocca il confine con l'Italia, misura diretta contro i cittadini francesi e italiani, pur di dimostrare che la Francia accoglie "gli emigranti".
 
Non ha vinto Meloni, non ha perso Macron .

No. Abbiamo ancora una volta perso noi. Noi tutti.

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

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