Più casi e morti nei paesi dove si è vaccinato di più. L'immagine che mette a nudo 2 anni di propaganda

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L'immagine che accompagna questo articolo mostra un mappamondo in cui si vede che i paesi con più morti e contagi sono quelli in cui si è vaccinato di più. Pubblicata dal Corriere della Sera con la didascalia "Il virus corre più che in Africa o in Asia: freddo, locali chiusi e focolai no vax tra le cause."

Questa pagina vergognosa di giornalismo sarà citata storicamente insieme alle pagine del Corriere della fine degli anni '30 del secolo scorso. Ora lo dimostriamo.

Recenti studi condotti in mezzo mondo hanno dimostrato fattivamente che la vaccinazione a tappeto della popolazione si sta rivelando un serio problema. Al di la degli effetti potenzialmente avversi a medio e lungo termine, la cosa sconcertante è che questi sieri si stanno rivelando non solo inutili nella prevenzione del contagio, ma addirittura lo stanno aumentando, cosa di cui abbiamo contezza da almeno un mese.

Innanzitutto sappiamo che i vaccini usati in Italia non proteggono dall'infezione. Neanche i talebani della vaccinazione a tutti i costi oramai giustificano l'obbligo surrettizio vigente in Italia con la capacità dei vari sieri in uso di prevenire l'infezione. Infatti la narrazione propagandistica oramai si è ridotta al: "grazie al vax non si hanno sintomi gravi", cosa peraltro tutta da dimostrare dato che si parla chiaramente di epidemia di vaccinati e questo dovrebbe far riflettere, almeno un po'. 

Basta dare uno sguardo al mappamondo per rendersi conto che i paesi con più vaccinati sono quelli che registrano più contagi, e più morti (a meno che non scrivi per il Corriere).

Cosa sta succedendo?

E' semplice: vari studi (Qatar, Inghilterra, Germania, Danimarca, Israele) cui accenneremo dimostrano che, dopo alcuni mesi dalla vaccinazione, la protezione naturale diventa più efficace di quella del vaccino.

La cosa era del resto prevedibile. Una delle verità che è stata oscurata è che i numeri messi a disposizione delle autorità competenti, da parte delle case farmaceutiche, non consentivano di affermare che questi preparati fossero efficaci e questo sotto tutti i punti di vista. Fatto a cui andrebbe aggiunto che le aziende non sono state nemmeno trasparenti con i numeri forniti basta vedere il caso sollevato dal British Medical Journal a proposito dei dati Pfizer.

Ebbene cosa è venuto fuori già un mese or sono? Che dopo qualche mese dall'ultima dose ricevuta è più facile contagiarsi se si è vaccinati. lo studio qatariota mostra che 5 mesi dopo l'inoculo i vaccinati con doppia dose si infettano di più rispetto ai non vaccinati. E questo succede in entrambe le categorie: sia quella dei sintomatici che quella degli asintomatici. Ripetiamo: pure nei sintomatici!

lo stesso si evince dallo studio svedese da cui risulta che l'efficacia di Pfizer dal momento dell'ultimo inoculo passa dal 92% al 47% di efficacia tra i 4 ed i 6 mesi e dopo 7 mesi ha efficacia nulla (esattamente gli stessi dati del Qatar). Lo studio prende in esame anche altri vaccini ed i risultati sono simili se non peggiori. Lo studio inoltre afferma che nelle persone più anziane la protezione scende più rapidamente. La protezione scende non solo relativamente ai contagi, ma anche ai contagi con sintomi e anche per la malattia grave. Esattamente come per lo studio qatariota. Dopo 9 mesi la situazione dei vaccinati diventa sensibilmente peggiore rispetto a quella dei non vaccinati.

Il tutto confermato dalla UK Health Security Agency che nei suoi "covid-19 vaccine surveillance report" ci mostra plasticamente il misero fallimento della strategia vaccinale. L'ente governativo britannico usa numeri probanti e di facilissima comprensione: prende 100.000 persone vaccinate e altrettante non vaccinate per ognuna fascia di età. le fasce di età sono: under 18, 18-29, 30-39, 40-49 e così via fino ad arrivare alla fascia over 80. Quindi 100.000 persone vaccinate e 100.000 non vaccinate per ogni fascia di età.

Ebbene al raggiungimento della trentaseiesima settimana in tutte le categorie tra i 40 ed i 79 anni il numero di infetti tra i vaccinati supera quello degli infetti non vaccinati (di 766). Nel corso della trentasettesima settimana sempre nelle stesse categorie di età il divario tra vaccinati e non vaccinati aumenta peggiorando la situazione dei vaccinati (+ 941).

Nella settimana trentotto anche nella categoria di età over 80 avviene il sorpasso: i vaccinati infetti nelle categorie 40-over80 superano il numero di infetti non vaccinati (+ 1021).

Nella settimana trentanove aumenta il divario + 1192. Nella settimana quaranta anche nella categoria di età 30-39 il numero degli infetti vaccinati supera quello dei non vaccinati e si arriva a +1366.

Nella settimana quarantuno il divario cresce a +1827. Nella settimana quarantadue il divario cresce a +2441. Nella settimana quarantaquattro il divario cresce a +2885.

Nelle settimane successiva e per la categoria degli ultraottantenni le cose migliorano in quanto sono state fatte le dosi booster, ma nel frattempo non solo anche nella categorie 18-29 il numero dei contagi tra i vaccinati supera quello dei non vaccinati, ma in generale si assiste ad un'esplosione delle infezioni tra i vaccinati con +5371.

Ci mettiamo anche i dati del Robert Koch Institut? Massì. Nel rapporto pubblicato il 30 dicembre i dati tedeschi sono i seguenti: il 95,58% degli infetti sono persone vaccinate mentre solo il 4,42% degli infetti è non vaccinato. Ricordiamo che in Germania il numero di cittadini che non hanno fatto nemmeno una dose è il 25,9% della popolazione, il 74,1% ha almeno una dose, quelli che ne hanno fatte due sono il 71,1% e i trivaccinati sono il 38%. Quindi come già detto si tratta di un'epidemia di vaccinati al di la della falsificazione dei dati ospedalieri italiani (che va avanti ininterrottamente dal marzo 2020) in cui si fanno i giochini considerando chi ha due dosi come non vaccinato.

Questi sono giochi sulla pelle delle persone che un personale sanitario senza nessuno scrupolo sta utilizzando per gonfiarsi le tasche a detrimento della salute collettiva, come messo in luce dal servizio della RAI che peraltro certifica quanto sapevano già dalle primissime fasi della pandemia.

Questi sono i dati scientifici. In questi paesi (Danimarca, GB, ma anche la Germania è in stallo) si è cambiata politica radicalmente. L'obbligo ma anche solo il consigliare la vaccinazione inizierebbe ad essere pericoloso, se ci si assumesse davvero la responsabilità di ciò che si dice: vale per i giornalisti, per medici, per i politici. Ora perché si vuole imporre l'obbligo vaccinale? La scienza dice di no oramai da mesi soprattutto per giovani e giovanissimi, ma in generale i dati per qualsiasi fascia di età ci parlano dell'inefficacia di questi prodotti.

Pensiamoci: come fanno in un pregevole articolo quelli di Analisi Difesa. Considerando che questi prodotti sono ancora in fase sperimentale, indipendentemente da cosa dicono i giullari di corte. Considerando che sono anche il frutto di una tecnologia innovativa, quindi doppiamente non sperimentati. Considerando che sono del tutto inutili a proteggere la collettività perché non fermano, anzi aumentano il contagio. Considerando che non proteggono dall'infezione con sintomi.

Di preciso che risultato si vuole ottenere con l'obbligo vaccinale?

 

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Francesco Corrado

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Giornalista 

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