Referendum Essequibo, Maduro ha denunciato che "c'è molto denaro dietro le campagne, gli youtuber e i media"

Referendum Essequibo, Maduro ha denunciato che "c'è molto denaro dietro le campagne, gli youtuber e i media"

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Per il presidente venezuelano Nicolás Maduro, il suo Paese ha ottenuto "una grande vittoria per la dignità e la sovranità" dopo che la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha deciso di non emettere le misure richieste dalla Guyana per sospendere il referendum consultivo in difesa della Guyana Esequiba, in programma domani 3 dicembre.

In occasione della chiusura della campagna referendaria che si è tenuta venerdì presso la Santa Capilla a Caracas, il presidente Maduro ha dichiarato che il suo omologo guyanese, Irfaan Ali, ha visto “frustrati” i suoi tentativi di "eliminare il referendum e togliere al Venezuela il diritto e la libertà di opinione".

Nel congratularsi con il Vicepresidente della Repubblica, Delcy Rodríguez, e con l'équipe giuridico-diplomatica che ha condotto all'Aia la difesa dei diritti del Venezuela sull'Essequibo, il leader della Repubblica Bolivariana ha esortato Irfaan Ali a "tornare all'Accordo di Ginevra", l'unico strumento valido per raggiungere una soluzione pratica e soddisfacente per le parti.

"Rispettate il Venezuela, perché il Venezuela è la patria di Simon Bolivar, che ha dato la libertà a tutta l'America", ha sottolineato Maduro.

Inoltre, ha respinto le campagne di manipolazione sulla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, diffuse dai media internazionali, che sono legati agli interessi di Georgetown: "Le agenzie di stampa dell'Occidente escono con lo stesso discorso, dicono che la Corte Internazionale di Giustizia decide contro il Venezuela e lo obbliga a non invadere la Guyana, per cercare di manipolare la verità e ottenere una vittoria", ha detto.

Il presidente Nicolás Maduro ha ribadito che "c'è molto denaro dietro le campagne, gli youtuber e i media", sottolineando che "la manipolazione si sconfigge con la verità, con gli argomenti e con la forza". Alla luce di ciò, la verità del Venezuela sarà dimostrata domenica 3 dicembre nelle urne, quando il popolo - senza distinzioni politiche - affermerà "con una sola voce, una sola bandiera" in difesa del territorio che per diritto, storia e tradizione appartiene al Venezuela. 

Freddy Núñez, ministro della Comunicazione e vicepresidente settoriale della Comunicazione, della Cultura e del Turismo del Venezuela, ha sottolineato che la campagna, invece di dividere i venezuelani, li ha uniti.

"Stiamo parlando non solo di diversità politica, stiamo parlando di diversità ideologica, diversità religiosa, diversità sociale, diversità etnica. La caratteristica del Venezuela è che è un paese plurale e ha trovato una ragione per unirsi", ha affermato, e ha ricordato che la lotta del Venezuela per l'Essequibo ormai supera i 120 anni.

Referendum e sabotaggi

Lanciando un’allerta riguardo i "bugiardi che vogliono danneggiare e provocare divisioni affinché il Venezuela non voti", il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha dichiarato che "non possiamo accettare che qualcuno venga a sabotare il referendum consultivo". E ribadito: "Non possiamo accettare che qualcuno venga a parlare contro il referendum, perché è un diritto costituzionale di tutti i venezuelani. È una questione sacra".

Ha denunciato che la ExxonMobil "sta muovendo denaro" per diffondere campagne nei media e nei social network per manipolare la verità sul pronunciamento della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) che respinge la richiesta di misure provvisorie chieste dalla Guyana per sospendere l'esercizio sovrano del 3 dicembre.

Alla luce di ciò, Maduro ha sottolineato che i venezuelani "mettendo da parte le differenze ideologiche, politiche o di parte" risponderanno in massa "con una sola voce e una sola bandiera" per difendere l'Essequibo. "La manipolazione si sconfigge con la verità, con gli argomenti e con la forza. E qual è la forza che dobbiamo avere? La forza dei voti uniti di tutto il popolo venezuelano, senza litigi, senza divisioni, senza meschinità, senza egoismi". 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

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