Andrea Zhok - Elodie e l'uso delle parole come matrice del loro significato

6750
Andrea Zhok - Elodie e l'uso delle parole come matrice del loro significato

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Pare che un'artista da festival di Sanremo (sì, lo so che insieme "artista" e "Sanremo" è un ossimoro) se ne sia uscita dicendo di voler "essere putt*na dall'inizio alla fine" specificando che con ciò "intendo una persona decisa, che sa quello che vuole".

Credo che questa precisazione semantica della signora sia un interessante indice culturale. Noi potremmo essere tentati di emendarla, di condurla di fronte ad un vocabolario e farla ricredere sui suoi usi verbali, ma si tratterebbe di un fraintendimento.

La suddetta non ha inteso male; ha semplicemente usato quella parola in modo coerente con i modelli culturali e cinematografici a disposizione (e ricordiamo che l'uso delle parole è la matrice del loro significato).

Dopo tutto come si presenta la "putt*na" in una grandissima parte della cultura e della cinematografia pop contemporanea?

Una putt*na è una soggettività lavorativamente esemplare, "scevra da superflui moralismi", che si vende in modo altamente flessibile al miglior offerente.
In certo modo si tratta di una rappresentazione esemplare dell'"imprenditore di sé stesso", qualcuno che non solo investe senza remore il proprio "capitale umano", ma ottiene un vantaggio proprio grazie alla capacità (rispetto a chi soffrisse ancora di qualche ritrosia) di "fregarsene di quello che pensano gli altri".

Per tutte queste ragioni siamo anche di fronte a soggettività che possono gabellarsi come forme di "femminilità altamente emancipata", autoassertiva.
Lasciamo da parte la questione, ovvia, della trasfigurazione che avviene sempre nella cinematografia (le putt*ne da film non hanno se non trascurabili similitudini con quelle reali, e il tasso di "glamour" di queste ultime è tipicamente deplorevole).

Il punto centrale è che la rivalutazione concettuale della prostituzione è in effetti perfettamente coerente con tutti i messaggi di fondo della società contemporanea, e dunque non è la nostra "artista" ad aver frainteso, ma siamo noi a fraintendere la nostra società, se pensiamo che abbia inteso male le parole.

Parlare di una putt*na come di una "persona decisa, che sa quello che vuole" non è scorretto, ma semplicemente dà per scontata la società contemporanea e le sue linee valoriali di fondo. Infatti in questa cornice essere "decisi" significa "non farsi scrupoli per ottenere quel che si vuole", e "sapere quel che si vuole" significa "concentrarsi autoreferenzialmente sugli 'affari propri'", che si risolvono in 'ottenimento di premio monetario'.
E qui esistono nella nostra società due gruppi di atteggiamenti di fondo: uno che da questo quadro trae la conclusione che viviamo in un mondo che dev'essere azzerato e ricostruito; ed un altro che pensa che assistiamo ad un altro rinvigorente progresso verso la "caduta delle maschere" e la "liberazione dai retaggi".

Purtroppo sono due mondi che non possono più comunicare e che convivono nella nostra società come forme di esistenza incompatibili, in guerra terminale, finché una non sradicherà l'altra.

Andrea Zhok

Andrea Zhok

Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti