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California, muore 17enne con coronavirus. Gli negano le cure perché senza assicurazione: il vero virus è il capitalismo

 

di Nicolò Monti
 

La settimana scorsa è morto un ragazzo 17enne in California affetto da coronavirus dopo che le autorità sanitarie non hanno prestato le cure necessarie perché privo di assicurazione medica. Non è ancora chiaro se la morte, avvenuta qualche ora dopo per arresto cardiaco, sia dovuta al coronavirus o ad altre cause.




Quello che è certo è che il sistema capitalista è il peggior crimine contro l'umanità. Rifiutare le cure ad un ammalato è pura disumanità, come lascia intendere il sindaco della città di Lancaster Robert Perry che in un video di mercoledì annunciava il decesso di qualche giorno prima sottolineando come "il ragazzo stesse perfettamente bene fino a quel momento", rimarcando: "quando è arrivato ad un pronto soccorso nell'area, lo staff medico gli ha detto di andare in un ospedale pubblico". 
 

Oggi gli Stati Uniti con 96.000 casi di contagio sono in cima alla triste classifica mondiale della pandemia. In pochissimi giorni hanno raggiunto questa terrificante cifra e nei prossimi si prospetta un'ulteriore vertiginoso aumento.
 

Intanto la sanità continua a rimanere privata e inaccessibile. Si chiedono 35.000 dollari per le cure e 3000 dollari per il solo tampone. In troppi rinunceranno e moriranno in casa, dimenticati.
 

Il disastro è anche economico. Ad oggi 3.300.000 cittadini statunitensi hanno richiesto i sussidi per la disoccupazione, per fare un raffronto, nel 2009, anno della crisi finanziaria dei subprime, i richiedenti furono 600.000. Gli analisti finanziari di Morgan Stanley prevedono un calo del PIL di oltre il 30% nella peggiore delle ipotesi.
 

Non lo ripeteremo mai abbastanza: è il capitalismo il vero virus.

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