"Di partiti ne abbiamo molti, ma di Patria – una sola". Il discorso integrale di Putin del 7 luglio

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"Di partiti ne abbiamo molti, ma di Patria – una sola". Il discorso integrale di Putin del 7 luglio

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Il nuovo discorso storico di Putin durante l’incontro con i leader dei partiti politici alla Duma di Stato ieri a Mosca:

«Di partiti ne abbiamo molti, ma di Patria – una sola. Non c’è niente di più importante e alto del destino della Madrepatria. Il paese vive la sua normale vita pacifica ma i ragazzi sgobbano sotto le pallottole, rischiano la vita, perdono i compagni in battaglia - per la Patria.

Oggi sentiamo dire che ci vogliono vincere sul campo di battaglia. Che dire? Che ci provino! Abbiamo già sentito molte volte che l’Occidente vuole combattere con noi fino all’ultimo ucraino.  Questa è una tragedia per il popolo ucraino ma a giudicare da tutto, sembra che le cose stiano andando in questa direzione.  Ma tutti devono sapere che non abbiamo ancora iniziato a fare sul serio in Ucraina!

La Russia aiuterà il Donbass e farà in modo che le persone vi possano vivere in buone condizioni.

Dopo il 24 febbraio tutti i rami del potere in Russia hanno dovuto agire con decisione, di concerto e rapidamente. La Duma ha funzionato proprio così.

Le sanzioni anti russe non creano quelle difficoltà che vorrebbe l’Occidente.

L’Occidente collettivo, con a capo Washington, da interi decenni si comporta in modo eccezionalmente aggressivo. Tutti i tentativi di Mosca di condurre il dialogo sui temi che preoccupano di più, sulla sicurezza mondiale sono stati ignorati.

Oggi ci dicono che noi abbiamo iniziato la guerra nel Donbass, in Ucraina. No! Non l’ha scatenata la Russia, la guerra l’ha scatenata lo stesso Occidente collettivo, organizzando e sostenendo in Ucraina il colpo di Stato armato anticostituzionale nel 2014 e poi ha incoraggiato e giustificato il genocidio della popolazione del Donbass. Questo stesso Occidente collettivo è l’istigatore diretto, il colpevole di ciò che oggi succede.  Se l’Occidente voleva provocare il conflitto per passare a una nuova tappa della guerra contro la Russia, a una nuova tappa del blocco del nostro paese, allora si può dire che c’è riuscito, la guerra è stata scatenata e le sanzioni sono state introdotte. In condizioni normali sarebbe stato difficile farlo. Ma ciò su cui vorrei porre l’attenzione è che l’Occidente doveva capire che avrebbe perso sin all’inizio della nostra operazione militare speciale, perché l’inizio dell’operazione significa anche l’inizio della rottura cardinale dell’ordine mondiale impostato all’americana. Questo è l’inizio del passaggio dall’egocentrismo liberale globalista americano al mondo davvero multipolare, un mondo fondato non sulle regole egoistiche, inventate da qualcuno per se stesso e dietro le quali non c’è niente, tranne l’aspirazione all’egemonia, un mondo fondato  non sugli ipocriti doppi standard, ma sul diritto internazionale, sulla vera sovranità dei popoli e delle civiltà, sulla loro volontà di vivere secondo il proprio destino storico, con i propri valori e tradizioni, costruire una collaborazione sulla base della democrazia, giustizia e uguaglianza.

A causa della politica occidentale è avvenuta la demolizione dell’ordine mondiale e bisogna capire che fermare adesso questo processo non è più possibile. Il corso della storia è spietato e i tentativi dell’Occidente collettivo di imporre al mondo il suo nuovo ordine mondiale sono tentativi condannati al fallimento. Perciò voglio dire e sottolineare: noi abbiamo tanti sostenitori, negli stessi Stati Uniti, in Europa e a maggior ragione in altri continenti e paesi, e ce ne saranno sempre di più, su questo non c’è alcun dubbio. 

 

Ripeto, anche nei paesi che sono ancora satelliti degli Stati Uniti, cresce la comprensione del fatto che la cieca obbedienza delle loro élite governanti al  “signore supremo” non corrisponde ai loro interessi nazionali, anzi, molto spesso contraddice radicalmente ai loro interessi.  Alla fin fine tutti dovranno fare i conti con la crescita di questi umori nella società di questi paesi satelliti degli USA.

Oggi, loro - queste élite dominanti - stanno alzando il grado di manipolazione della coscienza pubblica davanti ai nostri occhi. Le classi dirigenti dei paesi occidentali, di natura sovranazionale e globalista, rendendosi conto che la loro politica è sempre più lontana dalla realtà, dal buon senso, dalla verità, hanno iniziato a usare metodi apertamente dispotici.L'Occidente, che un tempo proclamava i principi di democrazia, tali quali la libertà di parola, il pluralismo, il rispetto delle altre opinioni, oggi sta degenerando nell'esatto opposto: nel totalitarismo. Ha messo in moto la censura, ha chiuso i mezzi di informazione di massa, usa il sopruso e la prepotenza verso i giornalisti, i personaggi pubblici.Questa pratica dei divieti si estende non solo allo spazio dell'informazione, ma anche alla politica, alla cultura, all'istruzione, all'arte - a tutte le sfere della vita sociale dei paesi occidentali. E non solo, loro impongono a tutto il mondo il modello del liberalismo totalitario,  la famigerata “cancel culture” – l’abolizione della cultura , i divieti ovunque. Ma la verità e la realtà è che i popoli della maggior parte dei paesi non vogliono una tale vita e un tale futuro, ma aspirano a una sovranità sostanziale e vera, non formale e decorativa, sono stanchi di stare in inginocchio, umiliarsi di fronte a coloro che si considerano “eccezionali”  e stanchi di servire i loro interessi a proprio danno.

Nonostante tutto ciò, noi non rifiutiamo le trattative pacifiche, ma coloro che le rifiutano devono sapere che più avanti si va, più difficile sarà mettersi d’accordo con noi."


(traduzione di Marinella Mondaini)

 

Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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