Evo Morales ed Erdogan decisi a rafforzare i legami bilaterali tra Bolivia e Turchia

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Il presidente della Bolivia Evo Morales è arrivato lunedì nella capitale turca Ankara e ha incontrato il suo omologo Recep Tayyip Erdogan in una prima visita in Turchia da parte di un presidente boliviano, per rafforzare i legami bilaterali tra le due nazioni.

 

Nella giornata di martedì, il leader boliviano ha reso omaggio al fondatore e primo presidente della Repubblica di Turchia, Mustafa Kemal Atatürk, nel mausoleo a lui dedicato ad Ankara.

 

Evo Morales ha affermato che il suo paese aprirà un'ambasciata ad Ankara nelle prossime settimane. I due leader hanno anche concordato un aumento esponenziale del commercio bilaterale, poiché l'attuale volume di 113 milioni di dollari l'anno, "è troppo piccolo" e il nuovo obiettivo è di 500 milioni di dollari l'anno, ha spiegato Erdogan.

 

Da parte sua, Morales ha evidenziato l'enorme potenziale offerto dai depositi di litio boliviano, i più grandi al mondo, in cui già lavorano aziende cinesi e tedesche, e ha osservato che "la presenza di aziende turche sarebbe importante".

 

"Questi sono tempi di cooperazione, non siamo parte dei muri che dividono i popoli del mondo, il tempo per la divisione imperialista è finito, la pace sarà garantita solo se la giustizia sociale e la dignità dei popoli saranno rispettate", ha sottolineato Evo Morales.

 

Erdogan ha affermato che visiterà la Bolivia alla fine di quest'anno insieme a una delegazione commerciale turca con l’obiettivo di trovare un meccanismo di espansione commerciale.

 

Ed apprezzato il fatto che "ci dicono che nel primo trimestre del 2020 i primi voli diretti dalla Turchia arriveranno in Bolivia", in riferimento alla prevista espansione della compagnia di bandiera turca Turkish Airlines, che negli ultimi anni ha aperto rotte verso Brasile, Argentina, Venezuela, Colombia e Panama.

 

Morales ha inoltre avuto parole di ringraziamento per la donazione di attrezzature mediche turche per gli ospedali boliviani e ha affermato che il suo paese ha "un grande interesse" per "l'acquisizione e il trasferimento di materiale di difesa".

 

Entrambi i presidenti hanno anche sottolineato il loro accordo in merito a diverse questioni di politica estera, in particolare a sostegno del governo di Nicolás Maduro in Venezuela contro le politiche interventiste degli Stati Uniti sostenute dagli alleati di destra.

 

"Quasi tutti i governi (latinoamericani), sia di destra che di sinistra, rifiutano l'intervento militare in Venezuela nonostante le loro differenze ideologiche, designare i presidenti è come nominare un viceré durante i periodi coloniali", ha dichiarato Morales.

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